Fondazione Busi, nel 2026 investimenti, assunzioni e ritocco alle rette
Il CdA approva all’unanimità il conto economico previsionale. Previsti interventi su spazi, impianti e attrezzature e nuove assunzioni di operatori socio-sanitari. Da marzo scatta una revisione delle rette con aumento medio del 2%
Interventi in agenda per il miglioramento di spazi interni, impianti e attrezzature, nuove assunzioni di operatori socio-sanitari e adeguamento delle retribuzioni per il personale dipendente: sono numerosi i fronti su cui è al lavoro la Fondazione Busi per il 2026.
Partendo da questi presupposti, nella seduta del 10 marzo il CdA ha approvato all’unanimità il conto economico previsionale. Un documento che, in continuità con quello del precedente esercizio terminato positivamente, prevede – come detto – diversi investimenti atti all’ulteriore miglioramento di spazi, attrezzature e qualità dell’assistenza. Uno schema complessivo che, per essere sostenuto, necessita però di un aumento delle rette.
Infatti, a partire dal mese di marzo 2026 entrerà in vigore una revisione delle rette dei servizi della Fondazione, con un incremento medio contenuto intorno al 2%, misura resa necessaria per sostenere l’aumento dei costi operativi e garantire in parallelo il mantenimento degli standard qualitativi nell’assistenza e nella cura degli ospiti.
Il presidente Bruna Masseroni si sofferma sugli ulteriori investimenti qualificanti in agenda: “La strategia – precisa– è di consolidare le Unità di Offerta “core” della Fondazione, ovvero la RSA, il CDI e la CSS e sfruttare le relative potenzialità. Nel corso dell’esercizio verranno sostenuti interventi funzionali al miglioramento degli spazi interni a tutela degli ospiti, degli impianti e attrezzature per agevolare il lavoro del personale, oltre che il rafforzamento del percorso Alzheimer mediante l’introduzione di nuove attrezzature”.
Novità significative anche sul fronte dei dipendenti: “Proseguono inoltre le numerose assunzioni di operatori socio-sanitari, sia per migliorare la qualità assistenziale, sia per le necessarie sostituzioni del personale che deve smaltire progressivamente l’ingente numero di ferie maturate negli anni e non godute”.
Al netto di questi elementi, Masseroni fornisce ulteriori dettagli sull’incremento che è stato disposto: “Al fine di sostenere gli investimenti programmati, funzionali a garantire un soddisfacente livello qualitativo dei servizi erogati, è necessario procedere alla revisione delle rette con decorrenza dal mese di marzo 2026 (con pagamento entro 10 Aprile)”. Nello specifico, si passerà da € 62,5 a € 64 al giorno (aumento di € 1,5 euro) per i ricoveri accreditati in RSA (la nuova retta giornaliera 2026 è esattamente allineata alla retta media minima RSA di ATS Valpadana del 2024, pari a € 63,94 *); da € 66 a € 68 al giorno (aumento di € 2) per il nucleo Alzheimer e il nucleo protetto; sono stati apportati lievi incrementi anche per le rette della CSS e i mini alloggi per anziani. Infine, sono state ridotte le rette per il CDI.
Sulla necessità di procedere all’aumento – fermo restando quanto realizzato in un’ottica di contenimento dei costi, razionalizzazione – un’ulteriore precisazione: “L’incremento delle rette, mediamente pari al 2%, è stato determinato da un’attenta valutazione dei costi operativi dell’Ente che, pur sottoposti ad una puntuale operazione di massimo contenimento ed efficientamento laddove possibile, registreranno un aumento complessivo pari al 2% (corrispondente all’inflazione attesa per il 2026, peraltro già prevista in ulteriore rialzo correlato all’attuale situazione internazionale), che includono l’adeguamento delle retribuzioni per il personale dipendente (a seguito dei recenti rinnovi contrattuali dei CCNL presenti in Fondazione, ovvero Funzioni Locali, UNEBA e Dirigenza Medica Sanità Pubblica), il rinnovo di impianti e attrezzature per la cura degli ospiti e l’aumento dei costi di approvvigionamento di beni alimentari, farmaci e servizi essenziali (particolarmente onerosa la necessità di costante manutenzione ordinaria)”.
In chiusura, il presidente del Busi ribadisce le finalità di un’azione necessaria che proseguirà con l’intento di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi offerti: “L’obiettivo della Fondazione è quindi sempre quello di garantire un soddisfacente standard di qualità nella cura e nell’assistenza. La Fondazione – conclude – resta fermamente impegnata ad offrire un ambiente sicuro, sereno e altamente qualificato per i propri ospiti, e ringrazia le famiglie per la costante fiducia rinnovata.”