Donne e discipline STE(A)M: incontro al Teatro SOMS di Torre de' Picenardi
Ad organizzare l'appuntamento - ad un paio di settimane dall'8 marzo - la CISL Asse del Po. Tra gli ospiti, anche Gianna Martinengo
A livello nazionale, secondo un report di Save the Children diffuso nel febbraio 2025, solo il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni risulta laureato in discipline scientifiche, contro il 37% degli uomini.
L’UNESCO evidenzia inoltre che solo un terzo dei ricercatori nel mondo è donna.
Sono alcuni dei dati emersi durante l’incontro “Anch’io posso! Donne nelle discipline STE(A)M”, organizzato – ad un paio di settimane dall’8 marzo – dalla CISL Asse del Po nel teatro SOMS di Torre de’ Picenardi. La questione è più che mai attuale anche sul territorio cremonese.
Le discipline STEM – acronimo di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – rappresentano un approccio interdisciplinare orientato allo sviluppo di competenze tecnico‑scientifiche, capacità critica e innovazione, oggi fondamentali nel mondo del lavoro.
Come spiega la coordinatrice donne e politiche di genere della CISL, Valentina Cherubini, l’aggiunta della lettera ‘A’ nel titolo sottolinea l’importanza anche della componente artistica.
“È un problema molto attuale – afferma Cherubini – e dobbiamo ricordare un tema fondamentale, rappresentato anche dall’immagine della locandina: il diritto allo studio. Un diritto che, ancora oggi, non è garantito a tutte le bambine e a tutte le donne”.
“Partendo da questa consapevolezza – aggiunge – abbiamo deciso di dedicare un evento al rapporto tra donne, lavoro e materie STE(A)M, senza dimenticare la dimensione artistica e creativa, parte integrante dell’approccio interdisciplinare”.
Tra i relatori anche Gianna Martinengo, fondatrice e presidente di Women&Tech ETS, da oltre quarant’anni impegnata in progetti per favorire l’ingresso delle donne nel mondo tecnologico.
“La A nel titolo non rappresenta le arti in senso generico – spiega – ma, nella visione anglosassone, Arts and Humanities: le scienze sociali e umane. Accanto a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica vanno quindi considerate anche queste discipline, oggi ancora più importanti con l’avvento dell’intelligenza artificiale”.
“L’intelligenza artificiale – prosegue – non è uno strumento, ma una scienza che mette in relazione informatica, hardware, software, reti e scienze cognitive. Parliamo di filosofia, antropologia, linguistica. Per questo la A ha un valore centrale: ricorda quanto l’essere umano e l’umanesimo debbano restare al centro dell’integrazione dell’IA nel lavoro e nella vita quotidiana”.
Tornando al tema dell’incontro, i dati attuali, tuttavia, non sono incoraggianti.
“Direi che non lo sono affatto – osserva Martinengo –. Stiamo registrando addirittura una diminuzione delle ragazze che scelgono informatica, cosa che non succedeva da molti anni. Manca un sistema strutturato di sostegno alle famiglie e soprattutto un orientamento pubblico efficace. Le scelte si basano sulle opinioni di compagni, insegnanti, famiglie o sugli open day, ma non basta”.
“Serve un orientamento statale basato sulle reali esigenze del mondo del lavoro – continua –. Altrimenti rischiamo di avere aziende in cerca di professionalità che, semplicemente, non esistono”.
Nonostante le difficoltà, Cherubini guarda al futuro con fiducia.
“Eventi come questo – conclude – servono a sensibilizzare, far conoscere queste discipline, fare divulgazione e costruire cultura. Ed è proprio la cultura ciò che ci permette di migliorare e di offrire a tutte le bambine la possibilità, un domani, di scegliere percorsi diversi da quelli che tradizionalmente ci si aspetta da loro”.



