Cultura e spettacoli

Al Fiducia Festival "La révolution par l’orange", documentario di Olivia Bernholc

Stasera alla SOMS di Torre è in programma la proiezione del documentario di Olivia Bernholc: quando una piccola rivoluzione contadina diventa una lezione di umanità

Un frame tratto dal documentario che sarà presentato alla sala di Torre questa sera

E se un’arancia potesse cambiare il mondo? È questa la domanda, tanto semplice quanto radicale, al centro di La révolution par l’orange, il documentario di Olivia Bernholc in programma stasera, giovedì 2 aprile aprile alle 21 presso la sala di via Garibaldi 31a. La proiezione si inserisce nella programmazione dell’edizione 2026 del FIDUCIA – Festival Internazionale del Documentario Urbano e del Cinema Ambientalista.

“Il film – esordiscono i promotori della rassegna culturale – racconta una storia che nasce in Sicilia, ai piedi dell’Etna, dove nel 2002 Roberto Li Calzi, agricoltore biologico da oltre vent’anni, si trova a fronteggiare la crisi del sistema agricolo convenzionale: prezzi impazziti, filiere dominate da grandi cooperative, produttori ridotti all’invisibilità. Di fronte alla prospettiva di abbandonare la propria attività, sceglie invece una via alternativa: vendere direttamente le proprie arance attraverso i gruppi di acquisto solidale (GAS).

Un gesto semplice che diventa rivoluzionario. Gli ordini aumentano rapidamente, l’entusiasmo cresce e, nel giro di pochi anni, altri produttori si uniscono al progetto. Nasce così il consorzio Galline Felici, oggi una rete di circa cinquanta aziende agricole tra Palermo e Ragusa. Il nome, ispirato alle galline liberate dagli allevamenti intensivi, è una metafora potente: contadini e contadine che tornano a decidere, a cooperare, a vivere il proprio lavoro con dignità.

Ma La révolution par l’orange va oltre il racconto di una buona pratica agricola. Il film restituisce il senso di una “Piccola Rivoluzione Gentile”, un modello che unisce economia solidale, relazioni umane e impegno politico. Non si tratta solo di scambio di merci, ma di costruzione di comunità fondate sulla fiducia, sul rapporto diretto “occhi negli occhi”, sul riconoscimento reciproco.

L’energia di questa esperienza supera i confini della Sicilia e arriva fino alla Francia, dove reti di consumatori attivi danno vita a nuovi progetti di solidarietà e condivisione. Le arance diventano così un pretesto per creare legami, trasformare le solitudini in comunità e immaginare nuove forme di convivenza.

Il documentario di Olivia Bernholc è un racconto collettivo, gioioso e profondamente politico, che interroga il nostro rapporto con l’economia, il consumo e il futuro. Un invito a riconoscere che esistono già alternative concrete e a prendere parte, ciascuno nel proprio contesto, a questa piccola ma significativa rivoluzione”.

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