Uno sguardo alla mostra di Bruno Arcari, che prosegue fino a domenica
“Percorsi” sarà visitabile fino al 12 aprile: venerdì dalle 8.30 alle 12.30, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18.30
Nessuno è profeta in patria, si dice, ma questa volta il Museo Diotti di Casalmaggiore guarda in casa, anzi ad un artista di casa. Bruno Arcari, che propone la sua antologica dal titolo “Percorsi”. Curata da Ivan Cantoni, l’esposizione propone un articolato viaggio nella produzione dell’artista, attraversando i temi della figura, del paesaggio e del gesto pittorico. In mostra una ricca selezione di opere che documentano l’evoluzione del suo linguaggio, dagli esordi figurativi fino alle più recenti sperimentazioni di carattere informale.
La formazione di Arcari risale agli anni tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta presso l’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma. In questa fase iniziale il suo lavoro si concentra sul disegno dal vero e sull’analisi della figura umana, sviluppando un segno deciso ed essenziale, fondato su una solida struttura grafica destinata a rimanere una costante nel tempo.
A partire dagli anni Ottanta il colore assume un ruolo sempre più centrale, mentre l’interesse dell’artista si amplia verso il paesaggio, in particolare quello del fiume Po e delle zone golenali.
Negli anni Novanta e Duemila il linguaggio pittorico si fa più essenziale e sintetico. Nelle opere più recenti il soggetto tende progressivamente a dissolversi: il segno si libera dalla rappresentazione e approda a esiti informali, pur mantenendo riconoscibile la cifra espressiva dell’artista.
La mostra restituisce così il profilo di un autore coerente ma sempre aperto alla sperimentazione, capace di rinnovare continuamente il proprio linguaggio trasformando figura e paesaggio in strumenti di indagine pittorica.
“Percorsi” sarà visitabile fino al 12 aprile: venerdì dalle 8.30 alle 12.30, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18.30.