Due mesi, 37 secondi: il video che racconta lo smontaggio della torre di San Giovanni
L'intervento non termina con la demolizione, ma prevede la completa riqualificazione del sito attraverso la piantumazione di 10 nuovi alberi
Il video in time lapse riassume nel giro di soli 40 secondi un intervento durato poco meno di due mesi, più difficile di altri simili a questo. Perché la torre piezometrica, o torre dell’acquedotto, di San Giovanni in Croce, non poteva in questo caso essere abbattuta e allora si è provveduto a quella che viene chiamata demolizione controllata, che però somiglia più a un vero e proprio smontaggio, da parte di Padania Acque.
Una infrastruttura ingombrante ma da anni in disuso, che Padania come in altri comuni sta eliminando laddove non più necessaria. Ma se la demolizione è più rapida e prevede un lavoro certosino più che altro in fase di preparazione e poi di smaltimento dei detriti, ecco che lo smontaggio vero e proprio ha chiesto attenzione e cura durante l’intera operazione.
“La demolizione di un’infrastruttura in un contesto urbano densamente strutturato richiede precisione e una strategia rigorosa – spiega da Padania Acque -. Per l’abbattimento della torre piezometrica del 1968, si è scelta una tecnica di demolizione meccanica controllata di precisione, alternativa alla detonazione. I punti chiave dell’intervento sono stati tecnologia avanzata: impiego di un mini-escavatore elettrico controllato da remoto operante su piattaforma sospesa; sicurezza e logistica con massima tutela per la linea ferroviaria e il plesso scolastico adiacenti; sostenibilità di cantiere con materiali di risulta convogliati all’interno del fusto per abbattere emissioni sonore e polveri; rigenerazione urbana, dato che l’intervento non termina con la demolizione, ma prevede la completa riqualificazione del sito attraverso la piantumazione di 10 nuovi alberi”.