Addio al baritono Orazio Mori: ha fatto grande Casalmaggiore nel mondo
Celebre nel 2015 la sua performance che lo portò a esibirsi, all’età di 76 anni, in due diverse opere all’interno della stessa giornata: uno sforzo vocale e fisico notevole anche per un giovane, che però Orazio sostenne alla grande
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Casalmaggiore si è svegliata più povera, perdendo una delle proprie anime artistiche più importanti: si è spento, infatti, Orazio Mori, baritono di fama internazionale, che ha calcato durante la sua carriera i principali palchi di tutto il mondo.
Aveva 87 anni ed era sempre rimasto legato a Casalmaggiore anche quando gli impegni lo portavano a Milano o comunque ad esibirsi altrove. Celebre nel 2015 la sua performance che lo portò a esibirsi, all’età di 76 anni, in due diverse opere all’interno della stessa giornata: uno sforzo vocale e fisico notevole anche per un giovane, che però Orazio sostenne alla grande.
Un anno prima, nel giugno 2014, la festa a Casalmaggiore in Teatro Comunale per i 50 anni di carriera. Nel dicembre 2013, ancora, l’esibizione nel concerto verdiano che consentì, sempre al Comunale di via Cairoli, di raccogliere fondi per i malati di Sla.
La figlia Debora, pianista, ha salvato anche alcuni delle ultime esibizioni di Orazio, mediante il proprio canale Youtube: un tesoro prezioso che è anche conferma della splendida longevità artistica del baritono casalese, esibitosi fin oltre gli 80 anni.
L’umiltà di Mori e il suo attaccamento a Casalmaggiore, dove continuava a trascorrere le estati in riva all’amato Po, si condensano in un episodio di fine anni ’80, quando – professionista di fama – senza fare una piega accettò di esibirsi in una commedia della Filodrammatica, la compagnia amatoriale di teatro che agiva a Casalmaggiore in quegli anni, nel “Panis Angelicus” di Cesar Franck. Anche il funerale sarà probabilmente a Casalmaggiore.
Per riassumere la sua carriera e non perderne nemmeno una parte, ci affidiamo al curriculum vitae riportato da un sito specializzato di lirica: Orazio Mori si è diplomato al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e ha debuttato nel 1965 in La Bohème sotto la direzione di Gianandrea Gavazzeni. Vincitore del concorso Voci Verdiane a Busseto, ha interpretato il ruolo di Miller in Luisa Miller.
Nel corso della sua carriera ha interpretato le parti di oltre cento personaggi, dimostrando un talento versatile. Il suo repertorio spazia dal Rinascimento alle opere contemporanee. Ha collaborato con direttori quali Claudio Abbado, Bruno Bartoletti, Gianandrea Gavazzeni, Reynald Giovaninetti, Carlos Kleiber, Peter Maag, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Zoltan Pesko, Georges Prêtre, Nello Santi, Lovro von Matacic, ed è apparso in teatri di tutto il mondo, effettuando tournée con il Teatro alla Scala e la Royal Opera House.
Orazio Mori ha debuttato in Francia in La traviata e in I pagliacci. A Verona ha interpretato Marcello in La Bohème. Ha cantato in La Bohème a Lucca, Francoforte e Tolone, e come Renato in Un ballo in maschera a Rennes. Dopo il debutto al Metropolitan Opera in Luisa Miller nel 1989, è apparso in La forza del destino (Don Carlo) in tournée in diversi teatri, all’Arena di Verona in Aida (Amonasro) e La Bohème, a Macerata come Conte di Luna in Il trovatore, al Teatro Petruzzelli come Paolo Albiani in Simon Boccanegra, al Teatro alla Scala in La fanciulla del West e La traviata, a Filadelfia e Siviglia in Tosca, al Teatro La Fenice in Rigoletto (Marullo) e La traviata.
Nel 1993 ha cantato a Firenze in Die Frau ohne Schatten e a Bologna in Rigoletto sotto la direzione di Riccardo Chailly. Sono seguite La forza del destino a Marsiglia, Werther a Brescia, Boris Godunov e Rigoletto a Parma, Rusalka a Roma. Nel 1994 ha debuttato in Moses und Aron a Firenze sotto la direzione di Zubin Mehta e ha cantato in La Bohème (Schaunard) a Torre del Lago e Verona, in Il barbiere di Siviglia (Bartolo) a Berna e in Simon Boccanegra (Paolo) a Firenze. Nel 1995 ha cantato La fanciulla del West e La traviata al Teatro alla Scala, seguite da una tournée in Giappone, Fedora a Modena, Rigoletto (Marullo) a Verona e Roma e Carmen (Morales) a Messina. Nel 1996 è stato impegnato in La Bohème (Schaunard) al Teatro Regio di Torino e al Festival Pucciniano, in Il barbiere di Siviglia all’Opéra Comique e in Otello (Montano) ad Amsterdam.
Nel 1997 ha cantato in Tosca (Sagrestano) a Torino, L’elisir d’amore (Dulcamara) a Berna, Rigoletto (Cavaliere Marullo) a Verona, La Cenerentola (Alidoro) a Novara e La traviata (Barone Douphol). Nella stagione 1997/98 ha interpretato Macbeth (Sicario) e Manon Lescaut al Teatro alla Scala, La Bohème (Benoit) a Cagliari, La Cenerentola a Berna, Turandot al Festival di Avenches e Rigoletto all’Arena di Verona.
Nella stagione 1998/99 Orazio Mori è stato ascoltato in Gianni Schicchi (Marco) a Firenze, in L’angelo di fuoco al Teatro alla Scala e in Otello (Montano) ad Amsterdam. Più recentemente è stato impegnato in L’angelo di fuoco al Teatro alla Scala, Otello (Montano) ad Amsterdam, Così fan tutte (Don Alfonso) allo Stadttheater di Berna e a Jesi, Le nozze di Figaro (Antonio) al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, La forza del destino (Un alcade) all’Arena di Verona, Manon (Conte Des Grieux), Don Pasquale (ruolo del titolo) e Don Giovanni (Leporello) a Berna.