Cronaca

Save the Bobby: due giorni di energia, musica e inclusione

Tra concerti, motori e iniziative inclusive, il Save the Bobby 2026 ha richiamato, ancora una volta, un pubblico numeroso all'Arena Spettacoli e al Parco Baden Powell in via Al Ponte

Un'immagine dell'esibizione dell'orchestra inclusiva "Si può fare" a Viadana (dal profilo Facebook del Save the Bobby)
Fill-1

300 motociclisti, decine di volontari, centinaia e centinaia di persone che hanno gravitato all’Arena Spettacoli di via al Ponte. Con l’edizione 2026, la diciottesima, il Save the Bobby è diventato “grande”, anche se, a onor del vero, lo è stato fin dal primo momento.

Da quando un gruppo di persone ha deciso di onorare e ricordare amici che non ci sono più (Roberto “Bobby” Gozzi e Gianluigi “Nino” Baroni), da quando un evento fuori dagli schemi è diventato sempre più centrale nella programmazione delle manifestazioni in tutto il territorio. Da quando una due giorni, sia nella parentesi di Boretto sia nella cornice ‘storica’ di Viadana, ha puntato su concerti, laboratori, creatività, cultura, motori, divertimento, musica, convivialità e inclusione. Grande perché, soprattutto, ha fatto welfare ‘spontaneo’, distribuendo i ricavi delle varie edizioni a diverse associazioni del territorio. Fino ad oggi, il bilancio parla di 232mila euro devoluti in beneficenza, cifra destinata a salire dopo la due giorni 2026.

Il Save è grande anche perché permette a diverse anime del Terzo Settore di presentarsi. È successo ancora nell’appuntamento di venerdì 24: vetrina, momento di confronto e di conoscenza per raccontare ai presenti mission, finalità e funzionamento di tante realtà attive nel mondo del volontariato. Un evento atteso trasversalmente: dai giovani – già protagonisti con il linguaggio del rap grazie ai percorsi promossi dal Centro Family Coaching – alle famiglie che, ancora una volta, hanno ‘invaso’ l’area verde adiacente all’Arena Spettacoli, spazio collettivo di giochi, laboratori e attività per i più piccoli, fino ai tanti appassionati di buona musica. Qualcuno indossava magliette di precedenti edizioni – quest’anno la ‘divisa’ del Save era una T-shirt ispirata a Keith Haring, disegnata da Stefano Superchi – permettendo, a colpo d’occhio, di fare una panoramica ‘grafica’ nella storia della manifestazione.

Anche la programmazione artistica, in una scelta che premia l’originalità, dando voce a musicisti e band che propongono brani propri e non semplici cover o tribute band, è un’altra cifra distintiva dell’evento. Evento che ha proposto una serie di esibizioni live di alto profilo: linguaggi diversi che si mescolano tra loro, generi che non collidono ma contribuiscono ad arricchire la programmazione musicale del maxi evento di via Al Ponte, in cui originalità e qualità sono le uniche ‘credenziali d’accesso’. Il Save è manifestazione aperta per definizione: un’attitudine confermata e risuonata nelle note dell’orchestra inclusiva “Si può fare”.

Archiviata l’edizione 2026, con la tensione che si scioglie dopo settimane di programmazione, lavoro e preparativi, lo staff promotore, in un messaggio diffuso via social, parla – giustamente – di “piccola impresa”, rivolgendosi direttamente a chi ha scelto di passare il 24 e il 25 aprile all’Arena Spettacoli e nel parco Baden Powell. “Un’impresa portata a termine con sudore e fatica, ma con grande soddisfazione, la soddisfazione di vedervi così numerosi, perché il richiamo tradizionale del Save the Bobby è una cosa difficile da spiegare a parole. C’è e basta. È un richiamo che viene da lontano, ma che si rinnova tutti gli anni e che attraversa tutte le generazioni.

Perché in fondo il Save the Bobby è come una grande nave, dalla quale ogni tanto qualcuno scende, qualcuno sale, ci sono le facce che rivedi con piacere tutti gli anni, pronte al sorriso e all’abbraccio, ma ci sono anche facce nuove che non conoscevi o che non ti saresti mai aspettato di vedere a bordo. E quest’anno abbiamo imparato a conoscere il valore dell’inclusione, quella vera, non sulla carta. Abbiamo capito che dobbiamo dare fiducia alle nuove generazioni, perché il coraggio paga, il coraggio di proporre cose diverse dagli altri, di abbandonare la propria comfort zone per buttarsi verso cose sconosciute, verso collaborazioni che sono un investimento per il futuro.

Abbiamo capito, una volta di più, che nel nostro territorio c’è bisogno di investire sulle associazioni che trasformano in azioni concrete e in aiuto i fondi che ricevono da noi, da voi che venite alla festa. E che questo bisogno supera i confini, comunali, provinciali, regionali. Perché il Save the Bobby è di tutti e di nessuno. Il Save the Bobby è di chi ha il coraggio di lanciare sfide nuove e di chi ha voglia di camminare fianco a fianco”.

Dalla pagina Facebook del Save the Bobby

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...