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Ex don Bosco degradato in consiglio: "Ci siamo attivati ma no ad acquisizione"

Parole che non hanno convinto Toscani, che ha ribadito la propria insoddisfazione: “Siete consapevoli del pericolo, ma non avete fatto abbastanza. È troppo poco: non avete una vera idea di cosa fare”

La situazione dell'ex Don Bosco a Casalmaggiore (video Alessandro Osti)
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Torna al centro del dibattito politico cittadino la situazione di degrado dell’area ex Don Bosco a Casalmaggiore. Durante l’ultimo Consiglio comunale, il consigliere di minoranza Luciano Toscani ha presentato un’interrogazione puntando il dito contro lo stato di abbandono della struttura e la presenza, segnalata più volte, di persone senza fissa dimora.

Toscani ha parlato di una “ferita aperta” per la città, sottolineando come l’area rappresenti ormai un problema sia dal punto di vista del decoro urbano sia della sicurezza. “Non si può dire che il Comune non possa fare nulla – ha dichiarato –. Durante il mio mandato abbiamo acquisito aree che sono poi diventate patrimonio pubblico. Bisogna andare oltre e lavorare insieme per trovare una soluzione”. Tra le proposte avanzate, anche quella di valutare l’acquisizione dell’area per poterla sistemare.

Il sindaco Filippo Bongiovanni ha ripercorso la complessa vicenda urbanistica e amministrativa che riguarda l’ex Don Bosco. “Nel 2008 fu approvato un piano di recupero residenziale con l’Immobiliare San Patrizio, per un valore di 175mila euro, con sei anni di lavori previsti e quattro dedicati alle opere di viabilità. Il Comune avrebbe dovuto ricevere parcheggi e aree pubbliche”, ha spiegato.

I lavori, però, si sono interrotti tra il 2010 e il 2011, quando – nonostante fosse stato completato circa il 70% dell’intervento – emersero le prime criticità, tra cui una raccolta firme contraria all’abbattimento di un muro. La situazione è poi sfociata in una procedura di fallimento seguita dal Tribunale di Parma. Tra il 2014 e il 2015 il Comune è riuscito a incassare la fideiussione, ma nel 2017 la società è fallita.

“Da allora ci siamo mossi per quanto possibile – ha proseguito il sindaco – prendendo possesso dei mappali e completando alcune opere, come via Paul Harris e i parcheggi. Fino al 2019 abbiamo mantenuto contatti con il curatore fallimentare, ma i problemi non sono mai stati risolti”. Tra le criticità segnalate anche il valore degli immobili, ritenuto fuori mercato da alcuni imprenditori locali, e la necessità di demolizioni.

La situazione è ulteriormente peggiorata negli ultimi anni: prima con la pandemia, poi nel 2023 con l’aumento della vegetazione e l’accesso incontrollato all’area. “Abbiamo più volte contattato il curatore, che ha però evidenziato difficoltà economiche anche solo per le pulizie”, ha aggiunto Bongiovanni, ricordando come nel 2024 sia stato effettuato un sopralluogo con la Polizia Locale per sollecitare un intervento risolutivo.

Sul fronte sicurezza è intervenuto anche l’assessore Massimo Mori, che ha confermato la presenza in un recente passato di persone all’interno dell’area: “Abbiamo trovato un materasso e una coppia che viveva lì. Ora sono stati inseriti in comunità per problemi di dipendenza. Un altro ragazzo, purtroppo, è deceduto”. Mori ha precisato che le luci spesso visibili dall’esterno provengono dalla cappelletta di San Francesco e che, al momento, non risultano presenze stabili.

Un ulteriore ostacolo è rappresentato da un piccolo mappale di proprietà della parrocchia, situato accanto all’area e soggetto anche ai vincoli della Sovrintendenza. “Questa situazione ha creato una serie di complicazioni burocratiche – ha spiegato il sindaco –. Solo un mese fa è arrivato il via libera per completare una permuta. Ora, una volta conclusa, l’area potrà essere messa in vendita in modo completo e si potrà ragionare su soluzioni future. Ma è stata una situazione quasi kafkiana”.

Bongiovanni ha infine escluso l’ipotesi di un acquisto da parte del Comune: “Facciamo già fatica a gestire il patrimonio che abbiamo”. Parole che non hanno convinto Toscani, che ha ribadito la propria insoddisfazione: “Siete consapevoli del pericolo, ma non avete fatto abbastanza. È troppo poco: non avete una vera idea di cosa fare”.

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