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Usa-Cina, Xi esorta a essere “partner più che avversari”. Trump: “Sei un grande leader”

(Adnkronos) – Donald Trump ha sicuramente apprezzato il benvenuto in pompa magna fuori dalla Grande Sala del Popolo di Pechino, a pochi passi da Piazza Tiananmen. “Un onore come pochi altri che abbia mai visto prima”, l’ha definito l’americano, subito dopo aver preso la parola all’inizio del bilaterale Cina-Usa. L’accoglienza per il presidente statunitense da parte di Xi Jinping è stata, a suo modo, unica, tra elaborate sfilate di soldati, giovani studenti che celebravano con bandierine l’arrivo del tycoon di New York, una salva di ventuno colpi e una banda che eseguiva le note dell’inno americano “The Star-Spangled Banner”. Allo stesso tempo, è sembrato più l’incontro fra due vecchi amici che quello fra i leader dei paesi più potenti del mondo, con tutte le loro divergenze e rivalità, in primis quelle commerciali. Iconica è stata la lunga stretta di mano fra i due all’inizio della giornata, con Trump – con la sua emblematica cravatta rossa – che ha persino dato una pacca sul braccio a Xi. Per il presidente cinese, la cerimonia è servita anche a mostrare al mondo il potere militare del suo Paese e a mandare un chiaro messaggio di forza, non solo diplomatica.  

Dopo il sontuoso benvenuto, il bilaterale è iniziato immediatamente. “La relazione più lunga tra i nostri paesi che due presidenti abbiano mai avuto”, l’ha definita Trump, alludendo al fatto che la sua amicizia con Xi vada avanti fin dal 2016. I leader si erano già incontrati in Corea del Sud lo scorso ottobre – dove avevano concordato di sospendere una logorante guerra commerciale – ma la posta in palio in questo vertice è apparsa fin da subito più alta. Vari i punti di contesa, partendo dal commercio, la guerra con l’Iran e la questione di Taiwan. L’incontro, la prima visita presidenziale statunitense in Cina in quasi un decennio, si è aperto nella Grande Sala del Popolo con le parole di Xi – seduto proprio di fronte a Trump – al centro di un lungo tavolo ovale, fiancheggiato da funzionari su entrambi i lati. La guida di Pechino ha enfatizzato come il mondo stia vivendo una trasformazione epocale che accelera, raggiungendo un nuovo bivio, mentre lo scenario internazionale è teatro di mutamenti e turbolenze.  

“Riusciranno la Cina e gli Stati Uniti a superare la ‘Trappola di Tucidide’ (l’antico generale greco, ndr) e a stabilire un nuovo paradigma per le relazioni tra le grandi potenze? Potremo unire le forze per affrontare le sfide globali e apportare maggiore stabilità al mondo? Potremo concentrarci sul benessere dei nostri popoli e sul futuro dell’umanità per costruire insieme un futuro luminoso per le nostre relazioni bilaterali? Queste sono le domande poste dalla storia, dal mondo e dai suoi popoli”, ha detto Xi Jinping, sottolineando come le relazioni stabili tra Cina e Stati Uniti siano a beneficio del mondo. Di fatto, ha esortato la Cina e gli Stati Uniti a essere “partner piuttosto che avversari”, invitando i Paesi a collaborare per indirizzare le relazioni “nella giusta direzione”. “Affinché il 2026 possa rivelarsi un anno storico per i legami tra i due Paesi”, ha aggiunto il leader cinese. Tuttavia, il presidente cinese non ha fatto nessun riferimento pubblico all’Iran o agli altri conflitti globali, preferendo attenersi a generici appelli per relazioni bilaterali stabili. “Gli interessi comuni tra Cina e Stati Uniti superano le nostre divergenze”. Xi ha inoltre ribadito come le relazioni economiche e commerciali siano, nella loro essenza, vantaggiose per entrambe le parti. Da parte sua, l’inquilino della Casa Bianca ha assicurato che i due Paesi avranno un futuro fantastico insieme. “Sei un grande leader. Lo dico a tutti. Sei un grande leader. A volte alla gente non piace che io lo dica, ma lo dico comunque, perché è vero”, ha detto Trump, “è un onore essere tuo amico”. 

Accompagnato da alti dirigenti delle imprese americane, tra cui Jensen Huang del produttore statunitense di chip Nvidia ed Elon Musk, il repubblicano ha sottolineato come tutti siano venuti in Cina a rendere omaggio al Paese asiatico. “Abbiamo il business migliore e il più grande. Il migliore al mondo. Persone straordinarie, e sono tutte con me”, ha dichiarato. Ostentando grande entusiasmo per l’incontro: “C’è chi dice che sarà il vertice più importante di sempre”. Nelle parole del presidente americano si è letta la volontà di mantenere una relazione solida con Pechino: “Siamo andati d’accordo anche quando c’erano delle difficoltà; le abbiamo risolte”, ha detto Trump. “Io chiamavo te e tu chiamavi me ogni volta che avevamo un problema – la gente non lo sa – ogni volta che avevamo un problema. Lo risolvevamo molto rapidamente”.  

Nonostante la maggior parte del bilaterale sia stata a porte chiuse, alcuni dei più illustri Ceo americani al seguito del Presidente Donald Trump hanno descritto la mattinata come positiva e produttiva. Interpellato dai giornalisti sull’andamento degli incontri, Elon Musk – l’imprenditore miliardario alla guida di Tesla e SpaceX – ha risposto: “Meraviglioso”. Alla domanda su quali risultati fossero stati conseguiti, ha affermato: “Molte cose buone”. Trump ha presentato Xi agli imprenditori uno per uno. Secondo il leader cinese, le aziende statunitensi sono profondamente coinvolte nel processo di riforma e apertura della Cina. “La Cina accoglie con favore il rafforzamento della cooperazione reciprocamente vantaggiosa con gli Stati Uniti e ritiene che le aziende statunitensi avranno prospettive più ampie in Cina”, ha detto. Dopo circa due ore e quindici minuti, il bilaterale si è concluso nel cuore di Pechino.  

Secondo un resoconto diffuso da Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale cinese, Xi ha avvertito Trump che la questione di Taiwan potrebbe portare i due Paesi al conflitto. “Se gestita adeguatamente, i due Paesi potranno mantenere la stabilità. Se gestita male, i due Paesi entreranno in rotta di collisione o addirittura si scontreranno, ponendo l’intera relazione tra Stati Uniti e Cina in una situazione estremamente pericolosa”, sono le parole del cinese nel resoconto. La questione di Taiwan rimane fra le più spinose fra i due Paesi, con Xi che punta ad ottenere un rinvio o una riduzione delle vendite di armi statunitensi all’isola che Pechino da sempre considera come parte del suo territorio. Xi, durante il bilaterale, ha affermato che l’indipendenza di Taiwan e la pace nello Stretto di Taiwan sono incompatibili. L’amministrazione Trump – nei mesi prima del viaggio a Pechino – aveva posticipato l’annuncio di un pacchetto di vendite di armi a Taiwan del valore di 13 miliardi di dollari, al fine di evitare di irritare Xi prima del vertice. Di fatto, lo scorso febbraio, in una conversazione telefonica Xi aveva esortato Trump a gestire le vendite di armi a Taiwan con “estrema cautela”. Sugli altri temi, come la guerra in Iran, le parti non si sono ancora espresse. Stessa storia sulla questione delle terre rare e dei rapporti commerciali, sebbene si preveda che entrambe le parti esplorino ulteriori opportunità per le proprie aziende di investire e operare nei rispettivi Paesi. In particolare, gli Stati Uniti puntano a siglare importanti accordi sugli acquisti cinesi nei settori dell’agricoltura, dell’aviazione e dell’energia. La giornata proseguirà con Trump e Xi Jinping al Tempio del Cielo per una visita culturale. (di Iacopo Luzi) 

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