Ponte tra San Martino e Marcaria, conclusi i lavori: “Un piccolo grande miracolo”
L’intervento complessivo, dal valore di circa 1,5 milioni di euro, viene definito dal primo cittadino di San Martino dall'Argine un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche degli enti locali
Si sono conclusi definitivamente i lavori di riqualificazione del ponte che collega San Martino dall’Argine e Marcaria. Dopo gli ultimi interventi di tinteggiatura e il completamento della segnaletica, l’infrastruttura è tornata pienamente operativa, mettendo fine a mesi di chiusura e disagi per cittadini, famiglie e attività economiche del territorio.
A tracciare un bilancio dell’intervento è il sindaco di San Martino dall’Argine, Alessio Renoldi, che sottolinea innanzitutto le difficoltà affrontate dalla comunità durante il periodo dei lavori.
«È sicuramente stato un disagio avere il ponte chiuso per quattro mesi, tre nel 2025 e uno nel 2026. Tante famiglie e tante attività commerciali ne hanno sofferto, anche economicamente, e non è stato semplice affrontare una situazione simile in un momento storico già complicato dal punto di vista economico», afferma il primo cittadino.
Renoldi invita però a leggere l’intervento in una prospettiva più ampia, confrontando quanto avvenuto sul territorio mantovano e nelle aree limitrofe negli ultimi anni.
«Se guardiamo il contesto territoriale, possiamo dire di essere stati fortunati. Nel raggio di pochi chilometri ci sono stati e ci sono ancora disagi ben peggiori: penso alla chiusura del ponte tra Calvatone e Acquanegra, al ponte di Casalmaggiore rimasto chiuso quasi due anni, al ponte di San Daniele Po a senso alternato da tempo, ai lavori sul ponte di San Benedetto Po, fino ai cantieri ferroviari e della stazione di Mantova».
Secondo il sindaco, proprio il confronto con queste situazioni ridimensiona i quattro mesi di stop vissuti tra San Martino e Marcaria. Anche perché, precisa, non si è trattato di una semplice asfaltatura.
«Il ponte è stato completamente ristrutturato. Gli importanti lavori eseguiti sotto la struttura hanno modificato in maniera significativa l’impianto statico dell’infrastruttura, rendendola antisismica», spiega Renoldi.
Un elemento che molti cittadini hanno notato sono i nuovi giunti metallici installati all’inizio e alla fine del ponte. «Possono sembrare semplici scoli per l’acqua o dossi metallici, ma fanno parte del sistema di isolamento sismico che garantisce maggiore sicurezza alla struttura», chiarisce il sindaco.
L’intervento complessivo, dal valore di circa 1,5 milioni di euro, viene definito dal primo cittadino un risultato tutt’altro che scontato, soprattutto alla luce delle difficoltà economiche degli enti locali.
«In un periodo in cui le risorse sono limitate, riuscire a portare a termine un progetto così importante e oneroso non era affatto scontato. Così come non era scontata la bitumatura delle due rampe, inizialmente non prevista nel progetto, né la sostituzione dei sampietrini con l’asfalto tradizionale, intervento richiesto da tempo per i problemi che aveva causato negli ultimi anni».
Nel suo intervento, Renoldi ha voluto ringraziare pubblicamente la Provincia di Mantova e il presidente Carlo Bottani, insieme ai consiglieri delegati Enrico Volpi e Enrico Lungarotti, oltre ai tecnici e ai dipendenti dell’area Lavori Pubblici, tra cui l’ingegnere Antonio Covino e Lorenzo Bettoni.
«Hanno ascoltato e sostenuto per anni le richieste delle amministrazioni comunali di San Martino e Marcaria, che da oltre dieci anni sollecitavano un intervento urgente sul ponte. Hanno compreso la gravità della situazione, trovato i fondi attraverso i bandi e creduto nel progetto fino alla sua conclusione».
Infine, il sindaco conclude con una riflessione sul valore simbolico dell’opera per il territorio. «Mi permetto di dire che la sistemazione di questo ponte rappresenta un piccolo grande miracolo. Ha comportato sacrifici e disagi, ma oggi mette in sicurezza il collegamento tra due comunità amiche e due territori che, pur separati da un fiume, condividono da sempre moltissimo».