Cronaca

Omicidio Campai: 19enne condannato in Appello a 14 anni e 8 mesi. Cade la premeditazione

Il ragazzo aveva commesso l'omicidio quando era ancora minorenne. Vittima, Maria Campai, 42enne d'origine romena, che l'imputato aveva conosciuto online

Ris e Carabinieri sul luogo dell'omicidio
Fill-1

Nel settembre del 2024, ancora minorenne, aveva ucciso a Viadana Maria Campai, 42enne d’origine romena. Lo scorso 14 novembre, l’imputato, diventato maggiorenne, processato con il rito abbreviato, era stato condannato per omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere a 15 anni e 8 mesi dal giudice del Tribunale dei Minori di Brescia Laura D’Urbino.

Oggi, in Appello, la condanna è stata ridotta di un anno, in quanto è caduta l’aggravante della premeditazione. Il 19enne, che è in carcere a Cremona, era difeso dagli avvocati Marco Soldi, di Brescia, Guido Priori, di Cremona e Pierluigi Bettoni, di Mantova.

La vittima

La donna, conosciuta su un sito di incontri online, era stata trovata morta una settimana dopo il delitto nel giardino di una villa disabitata in via Monteverdi, vicina a dove il giovane viveva e dove i due si erano incontrati. La 42enne era stata uccisa nel garage dove lei e l’allora minorenne si erano appartati per consumare un rapporto sessuale. Poi era scoppiato un litigio che aveva spinto il giovane, palestrato e con un culto quasi spasmodico per il proprio corpo, a colpire la donna con violenza.

L’avvocato Marco Soldi

Il movente, emerso al termine delle indagini, era legato al compenso per un rapporto sessuale a pagamento. L’aggressione era avvenuta a mani nude e con tecniche di lotta, culminata con lo strangolamento e l’occultamento del corpo sotto il fogliame nel giardino disabitato dell’abitazione.

L’avvocato Priori

Molto si è dibattuto sia in primo grado che in Appello sulla premeditazione: l’accusa l’aveva contestata, in quanto il  giovane aveva effettuato ricerche in rete su come neutralizzare e uccidere una persona a mani nude. Nel primo processo era stata riconosciuta, mentre in Appello l’aggravante è caduta.

Ora i difensori attendono il deposito della motivazione della sentenza.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...