Cultura e spettacoli

Cinema all’aperto tra le mura di Sabbioneta: ecco perché “Cinemura” funziona

Il progetto è frutto della collaborazione tra Sabbio Pro Events e l'associazione Inventio, unione che gli organizzatori considerano il vero valore aggiunto dell'iniziativa

Cinemura riscuote successo (video TeleMantova)
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Cinema d’estate significa anche cinema all’aperto. E quale cornice migliore, nelle sere estive, di un monumento storico trasformato in sala cinematografica sotto le stelle? Succede a Sabbioneta, dove prende vita Cinemura, la nuova rassegna ospitata nel suggestivo scenario del Valuardo San Giovanni.

«L’idea dell’evento – spiegano gli organizzatori di Sabbio Pro Events – nasce dalla volontà di valorizzare questo spazio, gentilmente concesso dal Comune di Sabbioneta, trasformandolo in un’arena per il cinema all’aperto. La conformazione naturale del terreno crea una sorta di anfiteatro, mentre lo skyline monumentale diventa una scenografia permanente. Il Valuardo è già utilizzato durante il Sabbio Summer Fest, ma volevamo dimostrare che può ospitare anche iniziative diverse dalla musica. Da qui è nata l’idea di una rassegna cinematografica».

Il progetto è frutto della collaborazione tra Sabbio Pro Events e l’associazione Inventio, unione che gli organizzatori considerano il vero valore aggiunto dell’iniziativa.

«L’aspetto più bello – sottolinea Stefano Asinari, presidente di Inventio – non è soltanto la rassegna cinematografica, ma il fatto che due associazioni abbiano lavorato insieme. Un gruppo di giovani straordinari ha organizzato questa prima edizione, che rappresenta l’anno zero del progetto. Mi auguro che possa proseguire, perché il riscontro del pubblico è stato davvero emozionante.

Essendo una rassegna ospitata nella città di Sabbioneta, all’interno delle sue mura, abbiamo scelto come filo conduttore il tema della città metafisica. Il primo appuntamento è stato con Asteroid City di Wes Anderson, il secondo con La città incantata di Hayao Miyazaki, mentre il terzo, in programma il 23 giugno, sarà Lost in Translation. Tre film che raccontano, ognuno a modo suo, il rapporto tra l’individuo e la città».

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