Cronaca

Oglio Po, oggi è stato presentato l’Ospedale di Comunità

Il direttore Belleri: "Una risposta ai bisogni di cura dei pazienti fragili e un presidio sempre più integrato con la rete territoriale"

In foto Belleri illustra il nuovo Ospedale di Comunità (video Alessandro Osti)
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L’Ospedale di Comunità dell’Ospedale Oglio Po è stato presentato oggi al territorio nel corso di un incontro promosso dall’ASST di Cremona con i Sindaci del Distretto Casalasco-Viadanese e i professionisti della rete sanitaria e sociosanitaria. Un nuovo servizio pensato per accompagnare i pazienti nel passaggio dall’ospedale al domicilio, rafforzando la continuità assistenziale e l’integrazione tra ospedale e territorio.

Ad aprire i lavori è stato il Direttore Generale dell’ASST di Cremona Ezio Belleri, che ha illustrato il significato dell’Ospedale di Comunità all’interno dell’evoluzione della rete territoriale e le ragioni che hanno portato alla sua attivazione. Al suo fianco il Direttore Socio Sanitario Giorgio Scivoletto, il direttore del distretto Casalasco-Viadanese Elena Mariani, il direttore del reparto di Medicina interna e responsabile dell’OdC Federico Pasin. La Direzione Aziendale delle professioni sanitarie e sociosanitarie (DAPSS) era rappresentato dal direttore Alberto Silla, da Gianmario Pedretti e Rachele Bini.

“L’Ospedale di Comunità nasce perché stanno cambiando i bisogni di salute della popolazione. Sempre più persone superano la fase acuta della malattia, ma non sono ancora nelle condizioni di rientrare al domicilio in sicurezza. È in questo passaggio che il nuovo servizio offre una risposta concreta, garantendo continuità assistenziale e accompagnando la persona verso il rientro a casa, in stretta integrazione con i servizi territoriali” – ha precisato Belleri.

A confermare questa evoluzione sono anche i dati dell’Asst di Cremona illustrati durante l’incontro: nel 2025 le persone con più di 70 anni hanno rappresentato il 45,4% dei ricoveri ordinari, il 33,1% degli accessi al Pronto Soccorso e oltre l’84% delle prese in carico domiciliari. Una popolazione che richiede sempre più spesso un’assistenza intermedia tra il ricovero per acuti e il rientro al domicilio.

Il Direttore Generale ha inoltre evidenziato come l’attivazione dell’Ospedale di Comunità rappresenti un’evoluzione del ruolo dell’Oglio Po, sempre più integrato con la rete dei servizi territoriali. A regime il presidio disporrà infatti di 40 posti letto di Medicina per acuti e 20 posti letto di Ospedale di Comunità, portando la disponibilità complessiva a 60 posti letto e ampliando la capacità di presa in carico dell’intero ospedale.

Nel corso della presentazione è stato illustrato anche il modello organizzativo del nuovo servizio. L’Ospedale di Comunità accoglie pazienti clinicamente stabilizzati che necessitano ancora di assistenza, monitoraggio ed educazione sanitaria prima del rientro al domicilio.

La responsabilità clinica è affidata alla Medicina Interna, ma la gestione del percorso assistenziale è prevalentemente infermieristica e si svolge in stretta collaborazione con la Centrale Operativa Territoriale, la Casa di Comunità, l’assistenza domiciliare, i Medici di Medicina Generale e tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico della persona fragile.

A concludere l’incontro è stato il Sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, che ha espresso apprezzamento per l’attivazione dell’Ospedale di Comunità, sottolineando come i 20 posti letto rappresentino una risposta importante, attesa dal territorio, per accompagnare le persone più fragili nella fase successiva al ricovero ospedaliero. Il Sindaco ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione dell’offerta ospedaliera, confermando l’impegno delle amministrazioni locali a mettere al centro l’Oglio Po.

L’incontro ha offerto anche l’occasione per presentare la rete degli Ospedali di Comunità dell’ASST di Cremona. Con l’attivazione della struttura di Casalmaggiore, salgono a tre le sedi aziendali: Cremona, operativa da dicembre 2023, Soresina e Casalmaggiore, entrambe attivate nel 2026. Un unico modello assistenziale, orientato alla continuità delle cure e all’accompagnamento della persona fragile, che nelle tre sedi trova applicazione attraverso assetti organizzativi calibrati sulle caratteristiche dei rispettivi territori.

Nel corso della presentazione sono stati condivisi anche i risultati dell’esperienza dell’Ospedale di Comunità di Cremona. Nel 2025 la struttura ha accompagnato alla dimissione 423 pazienti. L’esperienza maturata in questi primi anni di attività e il gradimento espresso da pazienti e familiari confermano l’efficacia di un modello assistenziale.

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