Cronaca

San Daniele Po: Ponte Verdi, avanti il consolidamento delle pile in alveo

Prosegue la messa in sicurezza del Ponte Verdi. Il presidente della Provincia di Parma Fadda torna anche sul ponte di Casalmaggiore: "Siamo in attesa di aggiornamenti dal Governo sul finanziamento dell'opera, per la quale servono 300 milioni di euro"

Il sopralluogo al cantiere da parte di amministratori e tecnici e alcune fasi delle lavorazioni

La Provincia di Parma ha organizzato un sopralluogo tecnico per fare il punto della situazione in merito ad una delle fasi più delicate del maxi progetto di messa in sicurezza del Verdi: ben 20 milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma di ripristino dei ponti sul fiume Po con lavori affidati al consorzio di imprese costituito da Steelconcrete Consorzio Stabile di Verona (azienda mandataria), Locapal S.r.L. di Venezia (mandante) e Nautilus S.r.L. di Venezia (mandante).

“In questi giorni – spiega Daniele Friggeri, vicepresidente della Provincia con delega alla Viabilità – i lavori riguardano, in particolare, il consolidamento dei pali che compongono la pila 60, la prima che si incontra in alveo percorrendo il ponte dal Parmense verso il Cremonese. Si sta completando l’installazione delle cosiddette camicie, ossia le opere che consentono di rinforzare i pali, creando una sorta di guscio. A breve ci sarà il getto. Poi l’intervento proseguirà con la realizzazione di un cassero metallico che conterrà il cordolo esistente e con la realizzazione di quattro nuovi pali per ciascuna delle due pile in alveo: la 60 e la 61”.

Un lavoro certosino iniziato nelle scorse settimane con l’immersione dei sommozzatori, chiamati a lavorare sui pali quando il livello delle acque del Po era decisamente maggiore.

Poi la significativa magra delle ultime settimane ha reso necessaria la modifica delle modalità di intervento tanto che, negli ultimi giorni, gli operatori, visto il basso livello delle acque, sono stati calati dall’alto con un braccio metallico in modo da poter raggiungere il cordolo, che si trova a metà delle pile, e da lì poter poi agire per completare le operazioni di “incamiciatura” dei pali.

“È oggettivamente una delle fasi più delicate del progetto – assicura l’ingegner Giovanni Catellani del Servizio Infrastrutture della Provincia di Parma, intervenuto al cantiere insieme al collega Luca Anelli -. Una volta completati gli interventi sulla pila 60, faremo altrettanto sulla pila 61. Poi uno dei passaggi decisivi sarà la realizzazione dei quattro pali, per ciascuno delle due pile in alveo, che permetteranno di completare il consolidamento. Terminati questi interventi potremo tornare ad operare sull’impalcato. Agire in questo modo, per stralci successivi, permette di evitare chiusure del ponte che, pertanto, resterà sempre percorribile a senso unico alternato regolato da semaforo fino al termine dei lavori”.

E sul punto centrale della percorribilità del ponte si sofferma il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda: “È sempre stato l’obiettivo numero uno. Evitare chiusure totali del ponte e garantire, seppur a senso unico alternato regolato dal semaforo, il collegamento tra la sponda parmense e cremonese vista la forte interdipendenza sociale ed economica tra i due territori. È un impegno che ci siamo assunti con le amministrazioni e le comunità locali e al quale vogliamo tenere fede. Sul Verdi si sta facendo un ottimo lavoro considerata la complessità di dover operare in alveo e di garantire, allo stesso tempo, il passaggio dei mezzi sul ponte”.

Infine una riflessione sull’altro ponte sul Po, quello di Colorno e Casalmaggiore, da parte del presidente Fadda: “L’attività di diretta competenza della Provincia di Parma, con la predisposizione della progettazione ora consegnata ad Anas, si è conclusa. Siamo in attesa di avere aggiornamenti dal Governo in merito al finanziamento dell’opera, per la quale servono 300 milioni di euro”.

LE CARATTERISTICHE DEL PONTE

Il ponte Verdi di attraversamento del fiume Po sulla strada provinciale n.10, collega i Comuni di Polesine Zibello e Roccabianca, nel Parmense, con il Comune di San Daniele in provincia di Cremona ed ha una lunghezza di 2.560 metri.

Dei 2.560 metri di ponte, 560 attraversano l’alveo del fiume (scavalcano la parte incisa dell’alveo con presenza d’acqua) mentre i restanti 2.000 metri sormontano la golena fluviale fino a raggiungere l’argine maestro di protezione al fiume sul lato Parmense.

L’opera, aperta al traffico nel 1980, è stata realizzata in conglomerato cementizio armato con impalcato in cemento armato precompresso.

Da anni si sta intervenendo sulla struttura, agendo in prevalenza sulle travi, con operazioni di vero e proprio restauro, ma durante i lavori sono sempre emerse situazioni nuove (ammaloramenti estesi anche sulle pile e sui pulvini) e, soprattutto, peggioramenti strutturali dovuti al passaggio incontrollato di convogli pesanti non autorizzati.

Il ponte è composto da 60 campate, ogni campata è costituita da 4 travi sulle quali si deve operare singolarmente (totale 240 travi).

Già nel 2021 la Provincia di Parma concluse lavori finanziati con 6 milioni di euro dal Ministero che avevano riguardato il ripristino di 21 travi, il consolidamento dei pulvini sulla parte di ponte che attraversa l’alveo inciso del fiume ed alcuni ripristini urgenti sui piloni in acqua.

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