Viadana, i 100 anni di Aurelio e una storia da raccontare (forse) nelle scuole
In occasione del suo compleanno, celebrato lo scorso 3 luglio, ha anche realizzato una piccola pergamena, avvolta da un nastrino rosso, nella quale è sintetizzata la storia della sua vita, con le fotografie più significative stampate sul retro
Cent’anni e non sentirli. Se questa può essere un’espressione ricorrente, ben diverso è riuscire a non dimostrare un’età così avanzata.
Incontrando Aurelio Soncini, personaggio molto conosciuto a Viadana, nessuno potrebbe credere che abbia già raggiunto il secolo di vita. Non solo per il fisico filiforme e asciutto, ma soprattutto per la mente lucidissima, che gli consente ancora oggi di dispensare consigli e suggerire uno stile di vita che, evidentemente, a lui ha giovato.
«Trascorri il tempo con le persone che ami. Non continuare a lamentarti. Non arrenderti mai. Non giudicare. Sorridi e ringrazia. Guarda sempre avanti. Goditi le piccole cose. Segui le tue passioni. Buttati. Ringrazia sempre.»
È questo il piccolo decalogo che ama donare alle persone che incontra. In occasione del suo compleanno, celebrato lo scorso 3 luglio, ha anche realizzato una piccola pergamena, avvolta da un nastrino rosso, nella quale è sintetizzata la storia della sua vita, con le fotografie più significative stampate sul retro.
Un’esistenza caratterizzata da una lunga e intensa esperienza in Venezuela, dove lavorò accanto ai pozzi petroliferi, affrontando anche situazioni di grave pericolo. Per il contributo offerto nel migliorare le condizioni di vita dei campesinos locali ricevette un’onorificenza dal governo venezuelano, diventando il primo emigrante a ottenere un simile riconoscimento.
Spesso invitato alle conviviali del Rotary per la sua fluente capacità dialettica, riesce ancora oggi a conquistare l’attenzione del pubblico con il racconto delle sue esperienze.
Rientrato dal Sud America, aprì a Viadana una concessionaria d’auto. L’attività venne però distrutta in una sola notte dal crollo del capannone sotto il peso della neve, cancellando in pochi minuti i risparmi di una vita. Ma Soncini trovò la forza di rialzarsi, anche grazie al sostegno di alcuni fidati amici, inaugurando una delle prime palestre di fitness in Italia.
«Se fai del bene, anche gli altri ne faranno a te», ama ripetere. Quella di Aurelio Soncini è una vita fatta di salite e discese, affrontate sempre con determinazione, fino alla costruzione di una famiglia esemplare insieme alla moglie Lena. Dalla loro unione sono nati Lucy, eccellente pallavolista e successivamente albergatrice, e Henry, capo amministrativo sulle navi da crociera.
Una storia che sembra quasi una leggenda e che Soncini ha raccolto nel libro autobiografico Storia di un emigrante. Un volume che vorrebbe raccontare anche agli studenti delle scuole di Viadana, convinto che la sua esperienza possa aiutare i giovani del territorio a superare incertezze e insicurezze, trasmettendo loro fiducia, coraggio e voglia di guardare sempre avanti.
Ros Pis