Fondazione Sabbioneta Heritage: Marco Bonfatti Paini nuovo Presidente
Passaggio di consegne alla Fondazione dopo le dimissioni di Gianni Fava. Il nuovo presidente guarda al ventennale UNESCO e al rafforzamento delle collaborazioni istituzionali
Cambio ai vertici della Fondazione Sabbioneta Heritage. Il Consiglio di amministrazione ha nominato presidente l’architetto sabbionetano Marco Bonfatti Paini, chiamato a raccogliere il testimone di Gianni Fava, dimessosi dall’incarico per ragioni personali e professionali.
La nomina è stata ufficializzata nella seduta del Consiglio di amministrazione del 16 luglio, giornata in cui ha rassegnato le proprie dimissioni anche il direttore artistico Ezio Zani. Laureato all’Accademia di Architettura di Mendrisio, dell’Università della Svizzera italiana, Bonfatti Paini ha maturato esperienze professionali in Svizzera e in Australia prima di avviare il proprio studio di architettura a Sabbioneta.
LE PRIORITÀ DEL NUOVO MANDATO
“Ringrazio tutti i soci della Fondazione per la fiducia accordatami e il Presidente uscente, Gianni Fava, per il lavoro svolto e il sostegno in questo passaggio di consegne. Credo che la Fondazione debba essere un luogo di dialogo permanente con il territorio e le realtà locali, capace di costruire sinergie con progetti culturali di respiro nazionale e internazionale. Tra le priorità del nostro mandato vi saranno la ricerca di nuove risorse, il rafforzamento della collaborazione con Comune, Proloco, Parrocchia e Diocesi di Cremona, Provincia, Regione Lombardia, il coinvolgimento delle Fondazioni bancarie e una gestione collegiale che valorizzi il patrimonio culturale materiale e immateriale di Sabbioneta. Lavoreremo inoltre alla definizione di un calendario culturale di alto profilo in vista del ventesimo anniversario dell’iscrizione di Sabbioneta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, affinché questa ricorrenza rappresenti un’importante occasione di valorizzazione e promozione della città”.
IL BILANCIO DI GIANNI FAVA
Nel suo intervento, il presidente uscente Gianni Fava ha ripercorso i quattro anni alla guida della Fondazione, ricordando il lavoro svolto per darle una struttura stabile e consolidarne l’attività.
“Non posso fare altro che ringraziare chi mi ha riservato questa fiducia per quattro anni e prendere atto del fatto che si sia chiuso un ciclo per come lo avevo immaginato e programmato. Fin dal primo giorno avevo detto che mi sarei occupato di dare un corpo a una struttura e a una creatura che era prima di tutto frutto di una grande intuizione, ma che aveva bisogno di essere realizzata nel concreto. Abbiamo fatto una strada insieme molto lunga e credo che questa strada potrà proseguire pur in ambiti e ruoli diversi per il bene di Sabbioneta e della Fondazione”.
LO SGUARDO AL FUTURO
Anche il sindaco Marco Pasquali ha rivolto un ringraziamento a Fava per l’importante attività di questi anni e un augurio di buon lavoro al nuovo presidente. “Ringrazio Gianni Fava per l’impegno di questi quattro anni, in cui si è dimostrato che Sabbioneta ha tutto per risiedere stabilmente fra le grandi destinazioni culturali nazionali e non solo. Auguro al nuovo Presidente, Marco Bonfatti Paini, e con lui a tutto il Consiglio di Amministrazione, un buon lavoro”.
Pasquali ha infine ribadito la necessità di un percorso condiviso per la valorizzazione di Sabbioneta, indicando nella promozione della cultura, nello sviluppo del turismo, nel coinvolgimento della comunità locale e nella sostenibilità economica i pilastri su cui costruire il futuro della città.
“Occorre che promozione della cultura, sviluppo del turismo, coinvolgimento della comunità locale e sostenibilità economica viaggino insieme. Nessuna di queste voci, da sola, è sufficiente perché un patrimonio tanto prezioso quanto fragile possa continuare ad essere l’asse su cui costruire il futuro della nostra città. La dimensione di Sabbioneta è sempre quella di un piccolo comune, con un piccolissimo centro storico, benché patrimonio del mondo intero. E nel 2026 questa realtà sta mostrando con chiarezza tutte le difficoltà che il contesto nazionale e internazionale evidenzia quotidianamente. Non esistono ricette semplici o univoche. Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione lo sa bene e, su queste premesse, dovrà consolidare il proprio ruolo.”