Cultura e spettacoli

Le Notti dei Corvi, visita guidata a Solarolo Monasterolo

Sabato 25 luglio nuovo appuntamento con Target Turismo e Gal Oglio Po. Il tour gratuito accompagnerà i partecipanti alla scoperta della storia del borgo, delle sue cascine storiche e della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Sabato 25 luglio visita guidata a Solarolo Monasterolo, frazione di Motta Baluffi

Nuovo appuntamento con le visite guidate promosse da Target Turismo in collaborazione con Gal Oglio Po. Sabato 25 luglio sarà la volta di Solarolo Monasterolo, frazione del comune di Motta Baluffi, protagonista dell’iniziativa inserita nel programma de “Le Notti dei Corvi”. La partecipazione è gratuita e gli ultimi posti ancora disponibili si possono prenotare attraverso la piattaforma Eventbrite.

Il percorso porterà i partecipanti alla scoperta di Solarolo Monasterolo, piccolo borgo rivierasco della provincia di Cremona, la cui storia è strettamente legata al fiume Po, che per secoli ne ha influenzato la vita quotidiana, l’economia e lo sviluppo. Nonostante le dimensioni contenute, il paese conserva origini molto antiche: le prime testimonianze documentarie risalgono infatti al Medioevo e la località compare tra quelle del Contado di Cremona già nel XV secolo.

Anche il nome del borgo racconta una parte significativa del suo passato. Il termine Monasterolo richiama infatti la presenza di un antico monastero dell’ordine degli Umiliati, congregazione religiosa particolarmente attiva nelle opere di bonifica e nello sviluppo agricolo delle campagne della Pianura Padana.

Passeggiando tra le vie del paese sarà possibile osservare alcune cascine storiche che testimoniano la tradizionale vocazione agricola del territorio. Tra queste spiccano la Cascina Rangone, le cui origini risalirebbero al XIII secolo, e la Cascina Maggi Stanga, conosciuta anche come “Portale del Corvo”, uno degli elementi più caratteristici del patrimonio storico locale.

La visita si concluderà presso la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, importante punto di riferimento per la comunità. L’edificio fu restaurato nel XVI secolo per volontà del vescovo umanista Marco Girolamo Vida, figura di grande rilievo culturale del Rinascimento italiano.

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