Da Piadena al Canada: Greta Capelli relatrice sulla Vespucci sulla biodiversità marina
Un fenomeno che, unito agli effetti del cambiamento climatico e al progressivo riscaldamento delle acque, potrebbe alterare profondamente gli equilibri naturali
Dal Casalasco alle acque del Golfo di San Lorenzo, in Canada, passando per la Norvegia e il CNR di Ancona. È il percorso di Greta Capelli, giovane ricercatrice originaria di Piadena Drizzona, protagonista nei giorni scorsi di un prestigioso convegno internazionale ospitato a bordo dell’Amerigo Vespucci, la storica nave scuola della Marina Militare Italiana, ormeggiata in Québec nell’ambito del tour nordamericano 2026.
L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Associazione dei Ricercatori Italiani in Canada, ha riunito studiosi ed esperti per discutere il futuro del trasporto marittimo sostenibile in una delle aree più ricche di biodiversità al mondo: il Golfo di San Lorenzo, ecosistema noto per la presenza di numerose specie marine, tra cui le balene.
Per Greta Capelli, oggi dottoranda in Québec, si è trattato di un’esperienza tanto prestigiosa quanto emozionante.
«All’inizio è stato anche un po’ stressante – racconta – perché mi sono ritrovata accanto a ricercatori con una carriera molto più avanzata della mia. È stato però un grande onore poter partecipare a questo panel scientifico su una nave simbolo dell’Italia come l’Amerigo Vespucci».
Da due anni la ricercatrice vive in Canada, dove sta svolgendo un dottorato quadriennale dedicato allo studio della biodiversità delle comunità bentoniche, cioè l’insieme degli organismi che vivono sui fondali marini dell’estuario e del Golfo di San Lorenzo.
«Per studiare questi ecosistemi svolgiamo immersioni scientifiche. Sono quindi anche una subacquea scientifica e il mio lavoro consiste nell’osservare direttamente gli organismi che popolano il fondale».
Durante il convegno il suo intervento si è concentrato proprio su queste comunità, spesso poco conosciute ma fondamentali per il funzionamento dell’intero ecosistema marino.
«Le balene rappresentano certamente il simbolo del Golfo di San Lorenzo, ma quello che accade sul fondale è altrettanto importante perché costituisce la base della catena alimentare. Ho parlato degli effetti del trasporto marittimo su questi ecosistemi, in particolare del rischio legato all’introduzione di specie invasive attraverso le acque di zavorra delle navi».
Un fenomeno che, unito agli effetti del cambiamento climatico e al progressivo riscaldamento delle acque, potrebbe alterare profondamente gli equilibri naturali.
«Alcune specie aliene sono già presenti nelle aree esterne del golfo e stanno iniziando a insediarsi anche qui. Il cambiamento climatico facilita questo processo e gli effetti si sommano tra loro, creando un rischio concreto per la biodiversità».
Per questo, sottolinea la ricercatrice, la ricerca scientifica rappresenta il primo passo verso la tutela dell’ambiente.
«Su queste comunità bentoniche esistono ancora pochi studi. Se vogliamo proteggerle dobbiamo prima conoscerle: è impossibile conservare un ambiente di cui non si comprendono caratteristiche e funzionamento».
Nonostante le preoccupazioni legate al clima, Greta Capelli invita a guardare al futuro con fiducia.
«Il cambiamento climatico fa paura e purtroppo ne vediamo gli effetti ogni giorno, dagli incendi in Europa fino a quelli che interessano anche il Canada. Credo però che siamo ancora in tempo. Non bisogna perdere la speranza: dobbiamo trovare soluzioni che ci permettano di convivere con questa nuova realtà e ridurne gli impatti. Nel Golfo di San Lorenzo, fortunatamente, c’è ancora margine per intervenire efficacemente».
Il percorso che l’ha portata fino al Canada è iniziato all’Università di Parma, dove si è laureata magistrale in Ecologia ed Etologia per la Conservazione della Natura. La tesi l’ha svolta a Tromsø, nel nord della Norvegia, studiando le reti trofiche del Mare di Barents. Successivamente ha lavorato per un anno al CNR di Ancona, partecipando a un progetto dedicato allo sviluppo di tecnologie sostenibili, prima di intraprendere il dottorato in Québec.
Un percorso internazionale costruito passo dopo passo che oggi porta una giovane ricercatrice del territorio a contribuire, in un contesto di rilievo mondiale, allo studio e alla salvaguardia degli ecosistemi marini.