Espulso il 33enne che aveva seminato il caos in un bar di San Giovanni in Croce
Completati gli adempimenti burocratici, nella serata del 30 luglio una pattuglia dei Carabinieri di Casalmaggiore ha accompagnato il 33enne al Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dove è giunto nella notte del 31 luglio
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Aveva seminato il caos in un bar di San Giovanni in Croce la sera del 27 luglio ed era stato denunciato per resistenza, oltraggio, lesioni a pubblico ufficiale e minacce. Ora, per un 33enne senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con numerosi precedenti di polizia, è scattato il trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio in vista dell’espulsione.
L’uomo era spesso presente a San Giovanni in Croce, dove, secondo quanto emerso, avrebbe dormito abusivamente nello scantinato di un appartamento Aler.
La sera del 27 luglio, in evidente stato di alterazione alcolica, il 33enne aveva iniziato a infastidire gli avventori di un bar del paese, insultando e minacciando la barista. Sul posto era intervenuta una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di San Giovanni in Croce, ma l’uomo aveva mantenuto un atteggiamento estremamente ostile e non collaborativo, tentando nuovamente di aggredire la dipendente del locale.
I militari si erano frapposti per impedirgli di colpirla, ma il 33enne aveva afferrato una panchina presente nelle vicinanze del bar e l’aveva lanciata in mezzo alla strada. Ne era quindi nata una colluttazione durante la quale uno dei carabinieri aveva riportato lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni. Al termine dell’intervento l’uomo era stato bloccato e denunciato per le minacce rivolte alla barista e per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.
Due sere dopo, il 29 luglio, intorno alle 22, il 33enne si è ripresentato nello stesso bar, creando nuovamente disordini e disturbando i clienti. Sul posto sono intervenute le pattuglie del Nucleo Radiomobile di Casalmaggiore e della Stazione di Sospiro, che lo hanno identificato. Considerato il suo evidente stato di ebbrezza, è stato accompagnato all’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore per le cure del caso.
Alla luce della sua posizione irregolare sul territorio nazionale, dei numerosi precedenti di polizia e del fatto che nei suoi confronti risultavano già emessi tre decreti di espulsione dai Prefetti di Cremona e Brescia, sono state avviate, con il supporto dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Cremona, le procedure per l’allontanamento dall’Italia.
Completati gli adempimenti burocratici, nella serata del 30 luglio una pattuglia dei Carabinieri di Casalmaggiore ha accompagnato il 33enne al Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, dove è giunto nella notte del 31 luglio. Qui rimarrà in attesa dell’accompagnamento alla frontiera e del successivo rimpatrio nel suo Paese di origine.