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Gazzuolo, la minoranza si spacca. Agosta (rimasta sola) attacca: “Non mollo e denuncio tutto”

"In questo Comune è morta la democrazia", dichiara Agosta, aggiungendo di non avere alcuna intenzione di lasciare il proprio ruolo in Consiglio comunale e di voler continuare a vigilare sull'attività amministrativa

In foto Simona Agosta e il comune di Gazzuolo
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Seduta consiliare ad alta tensione a Gazzuolo, dove il gruppo di minoranza “Futuro in Evoluzione” si è spaccato e poi, rappresentata ora da un’unica consigliera, ha abbandonato l’aula dopo aver consegnato una dichiarazione da allegare integralmente al verbale del Consiglio comunale. Nel documento vengono contestate duramente le linee programmatiche di mandato presentate dal sindaco Contesini e vengono sollevate numerose critiche sull’operato dell’amministrazione.

Al termine del consiglio la capogruppo Simona Agosta ha diffuso una nota con cui ha voluto chiarire la propria posizione, sostenendo di non essere riuscita a concludere il proprio intervento perché, a suo dire, il sindaco le avrebbe tolto la parola più volte durante la seduta.

Agosta parla di “fatti gravi” avvenuti all’interno dello stesso gruppo di minoranza, spiegando che i consiglieri Mara Concheri e Danio Baruffi si sarebbero staccati dalla sua posizione politica, formando un gruppo autonomo perché, sempre secondo la sua ricostruzione, più vicini alla linea del sindaco Contesini.

La consigliera afferma inoltre che la dichiarazione depositata agli atti è stata redatta interamente da lei e sostiene che le interruzioni del suo intervento sarebbero legate ai presunti illeciti denunciati nel documento. “In questo Comune è morta la democrazia”, dichiara Agosta, aggiungendo di non avere alcuna intenzione di lasciare il proprio ruolo in Consiglio comunale e di voler continuare a vigilare sull’attività amministrativa.

La capogruppo ha annunciato che, a suo dire, esisterebbero ulteriori presunti illeciti, anche più gravi rispetto a quelli già denunciati, sui quali promette di tornare pubblicamente nel mese di settembre. Secondo Agosta, la maggioranza si presenta come portatrice di rinnovamento, ma continuerebbe invece a riproporre “le medesime logiche che caratterizzano la gestione del Comune da circa venticinque anni”.

Tra i primi temi affrontati vi è quello del sito internet istituzionale. Agosta ha lamentato che, nella sezione dedicata all’amministrazione, maggioranza e opposizione siano inserite senza una chiara distinzione tra i rispettivi gruppi consiliari, condividendo gli stessi riferimenti di contatto. Una scelta che, secondo “Futuro in Evoluzione”, rischierebbe di generare confusione nei cittadini e che viene indicata come un mancato rispetto delle regole di trasparenza amministrativa. Nel documento vengono inoltre mosse critiche alla gestione di alcune pratiche edilizie e all’efficienza degli uffici comunali.

Ampio spazio è dedicato anche alle condizioni del territorio. La stessa Agosta denuncia uno stato di degrado diffuso, parlando di strade dissestate, marciapiedi deteriorati, terreni trasformati in discariche abusive, manutenzione insufficiente degli argini e presenza di presunti abusi edilizi. Viene inoltre evidenziata l’assenza della rete idrica in alcune zone del Comune e contestata quella che viene definita una disparità di trattamento nei controlli urbanistici, chiedendo una maggiore equità nell’applicazione delle norme.

Non mancano osservazioni sulle politiche scolastiche. Per Agosta, le misure annunciate dall’amministrazione, come il sostegno alle famiglie e i servizi di doposcuola, non sarebbero sufficienti a contrastare il progressivo calo delle iscrizioni nelle scuole di Gazzuolo, con molte famiglie che sceglierebbero gli istituti dei comuni limitrofi.

Nel capitolo dedicato all’urbanistica e ai lavori pubblici vengono sollevate ulteriori contestazioni. Agosta parla di un possibile conflitto di interessi nell’assegnazione di una delega a un soggetto operante nel settore edilizio privato e critica la pubblicazione anticipata sul sito comunale di nomine e incarichi prima del confronto nelle sedi istituzionali.

Nel documento vengono inoltre contestati gli affidamenti, definiti ripetuti nel tempo, ad alcune cooperative sociali. In particolare viene citata la gestione della Biblioteca comunale “Aldo Placchi”, affidata da molti anni alla cooperativa Charta, situazione che secondo la stessa consigliera rappresenterebbe un intreccio tra attività amministrativa e gestione dei servizi pubblici.

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