Diotti, il lupo entra al Museo: ed è il primo di quattro nuovi appuntamenti
Quattro appuntamenti diversi per tema e approccio, ma accomunati dall’obiettivo di fare del Museo Diotti non soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio sempre più aperto al confronto, alla divulgazione e alla riflessione sulla cultura contemporanea
Il Museo Diotti arricchisce la propria proposta culturale con quattro appuntamenti che, nei prossimi mesi, porteranno a Casalmaggiore temi e protagonisti di particolare interesse, spaziando dalla natura alla museologia, dalla scultura alla storia dell’arte.
A inaugurare questo nuovo percorso sarà un tema di stretta attualità: il ritorno del lupo in Pianura Padana. Giovedì 1° ottobre è in programma l’incontro pubblico “Il Lupo del Po: ritorno di un predatore in Pianura Padana”, curato da Davide Persico, docente di Paleobiologia, Museologia naturalistica e Cambiamenti climatici globali all’Università degli Studi di Parma e direttore scientifico del MUST, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’ateneo parmense.
L’appuntamento si inserisce nella mostra didattica “Attenti al Lupo”, allestita al Museo Diotti dal 10 settembre al 5 ottobre in collaborazione con diversi istituti scolastici del territorio. Un’occasione per affrontare, con un taglio scientifico e naturalistico, la presenza del lupo in Italia e soprattutto il suo progressivo ritorno anche negli ambienti della pianura, un fenomeno che negli ultimi anni ha alimentato attenzione, curiosità e anche dibattito.
Particolarmente significativo per la comunità casalasca sarà invece il secondo appuntamento, fissato per sabato 26 settembre, con la presentazione del volume “Ripensare il museo”, pubblicato da Silvana nel 2025. A firmarlo è Domenica Primerano, figura di primo piano nel panorama della museologia italiana e, soprattutto, originaria di Casalmaggiore.
Primerano è stata direttrice del Museo Diocesano Tridentino e presidente dell’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, oltre ad aver insegnato Museografia all’Università di Trento. Attualmente è docente a contratto di Teoria e storia della conservazione architettonica alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università di Bologna. Il suo ritorno nella città d’origine assume dunque anche un particolare valore simbolico: il Museo Diotti diventa il luogo in cui una professionista affermata della cultura torna a confrontarsi con la propria comunità attraverso una riflessione sul ruolo e sul futuro dei musei.
Completano il programma altri due appuntamenti, entrambi previsti entro la fine del 2026. Sarà presentato il volume “Floriano Bodini. Viaggio in Italia”, recentemente pubblicato dal Museo Bodini di Gemonio e curato da Sara Bodini, Anita Membrini e Lara Treppiede. La pubblicazione rappresenta una guida artistica e una mappatura nazionale delle opere dello scultore e incisore Floriano Bodini (1933-2005), attraverso musei, istituzioni e luoghi italiani che ne conservano le opere, tra cui lo stesso Museo Diotti.
Infine, è prevista la presentazione del volume “Accademia di Brera: 250 anni della Scuola di Pittura – L’Ottocento”, curato da Anna Mariani e Valter Rosa e in corso di pubblicazione per Skira. L’opera ripercorre la storia della Scuola di Pittura dell’Accademia di Brera dalla fondazione, nel 1776, fino alla fine dell’Ottocento, con approfondimenti dedicati ai grandi protagonisti dell’arte accademica braidense, da Giuseppe Bossi a Luigi Sabatelli, da Francesco Hayez a Giuseppe Bertini.
Quattro appuntamenti diversi per tema e approccio, ma accomunati dall’obiettivo di fare del Museo Diotti non soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio sempre più aperto al confronto, alla divulgazione e alla riflessione sulla cultura contemporanea.