Museo più eccentrici e strani del mondo: nella guida virtuale anche il Museo del Bijou
A realizzare la mappa è stato James Lees, fisico, divulgatore e consulente museale britannico, che ha trasformato una curiosità personale in una vera e propria raccolta internazionale
C’è anche il Museo del Bijou di Casalmaggiore tra i musei più bizzarri, eccentrici e curiosi raccolti in una nuova mappa interattiva che ne riunisce quasi 1.500 in tutto il mondo. Un riconoscimento particolare per una realtà del territorio che, accanto alle grandi istituzioni culturali, trova posto in un atlante dedicato alle collezioni più insolite e difficili da incontrare nelle guide turistiche tradizionali.
A realizzare la mappa è stato James Lees, fisico, divulgatore e consulente museale britannico, che ha trasformato una curiosità personale in una vera e propria raccolta internazionale. Conosciuto online come @james_visits_museums, Lees aveva iniziato a segnare durante i propri viaggi i musei più singolari, costruendo un archivio personale poi cresciuto grazie alle segnalazioni di altri appassionati.
Nella mappa trovano spazio collezioni dedicate alle patate, alla storia della cravatta, al sale, alla cannabis, agli avvistamenti del Bigfoot e persino a Godzilla. Non mancano musei dedicati ai cani, ai sanitari, ai postumi di una sbornia o agli oggetti conservati dopo la fine di una relazione.
L’inserimento del Museo del Bijou conferma dunque la particolarità della struttura casalese, che custodisce una collezione unica legata alla storia della bigiotteria italiana. La mappa, però, non raccoglie indistintamente ogni museo piccolo o curioso. Alcune categorie, come quelle dedicate alla tortura o ai flipper, sono state escluse perché ormai troppo diffuse.
Al centro del progetto ci sono i cosiddetti micromusei: luoghi nati spesso da una passione privata, da una collezione personale o dall’idea di conservare oggetti e testimonianze che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati. È proprio questo il filo conduttore della mappa di Lees: raccontare non soltanto ciò che i musei conservano, ma anche le passioni che hanno spinto qualcuno a trasformare una semplice collezione in un patrimonio condiviso.