Ex fornace Sereni, chiesto un confronto pubblico sul progetto del Data Center
Laboratorio Comune e Circolo Prc Rive Gauche casalasco-piadenese chiedono un'assemblea aperta ai cittadini per approfondire dimensioni, consumi, impatti ambientali e ricadute del progetto
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Un’assemblea pubblica per illustrare il progetto del Data Center previsto nell’area dell’ex fornace Sereni a Vicobellignano e consentire ai cittadini di conoscere caratteristiche, dimensioni e possibili ricadute dell’insediamento prima della scadenza dei termini per presentare le osservazioni sul progetto. È la proposta avanzata da Laboratorio Comune e dal Circolo Prc Rive Gauche casalasco-piadenese, che intervengono dopo l’annuncio del progetto da parte del sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, lo scorso 21 settembre.
Le due realtà chiedono inoltre la sospensione dei termini, indicati in 15 giorni, per la presentazione delle osservazioni relative al progetto del Data Center. Nel documento diffuso spiegano innanzitutto le ragioni della richiesta:
“Com’è possibile che i cittadini vengano a conoscenza di una trasformazione di questa rilevanza per il territorio, attraverso i giornali e non attraverso un percorso pubblico di informazione e confronto? Non partiamo da un pregiudizio ideologico contro i Data Center, non neghiamo il valore dell’innovazione tecnologica né intendiamo sostenere a priori che un simile insediamento debba essere respinto e rispondiamo in modo favorevole alla riqualificazione urbana dell’area ex Sereni, da tempo dismessa; partiamo però da una preoccupazione legittima, che riguarda davvero tanti cittadini (in particolar modo quelli che abitano nelle frazioni di Vicobellignano ed Agoiolo, con i quali ci siamo confrontati) determinata dalla mancata conoscenza del progetto, delle sue dimensioni, dei suoi consumi energetici, delle eventuali emissioni, dall’aumento di calore, dall’inquinamento acustico, insomma da quelle condizioni che impattano sull’ambiente e sulla qualità di vita.”
IL QUADRO TERRITORIALE
Rive Gauche e Laboratorio Comune proseguono quindi nelle loro considerazioni: “La stessa Regione Lombardia riconosce oggi che la crescita dei Data Center presenta rilevanti implicazioni sotto il profilo territoriale, ambientale ed energetico e che la loro localizzazione e realizzazione debba essere ricondotta ad uno sviluppo ordinato e coordinato.” Da qui, secondo i firmatari del documento, la necessità di valutare l’impatto complessivo dell’intervento e di garantire un confronto preliminare con la cittadinanza: “Pensiamo quindi che sia doverosa da parte dell’amministrazione comunale, una valutazione dell’impatto ambientale complessivo, tenuto conto della realtà territoriale già in sofferenza per l’innalzamento delle temperature, per il traffico pesante e per gli impianti a biogas, elementi e condizioni che vanno sommate tra loro”.
LE RICHIESTE ALL’AMMINISTRAZIONE
Sul coinvolgimento dei cittadini, i due gruppi avanzano quindi una serie di richieste precise. Tre le richieste avanzate. In primis, la sospensione dei termini attualmente previsti per la presentazione delle osservazioni, indicati in 15 giorni. La seconda riguarda la convocazione di un’assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza, nella quale il progetto venga illustrato in modo completo, comprensibile e documentato, per capire dimensioni dell’insediamento, fabbisogno energetico, sistemi di raffreddamento, emissioni, alimentazione dei gruppi elettrogeni, impatto acustico, viabilità, infrastrutture, eventuali opere di compensazione e ricadute occupazionali ed economiche. Infine, si auspica che “solo dopo questa opportuna e necessaria fase di informazione e confronto pubblico, decorra un nuovo termine per la presentazione delle osservazioni, in modo che la partecipazione non sia puramente formale ma effettivamente consapevole”.
Nel documento vengono quindi affrontate anche le questioni ambientali e territoriali “La Pianura Padana è una delle aree europee maggiormente esposte al problema dell’inquinamento atmosferico, l’Agenzia europea dell’ambiente evidenzia come le caratteristiche geografiche e meteorologiche favoriscano l’accumulo degli inquinanti atmosferici; anche l’ESA ha evidenziato la particolare criticità della qualità dell’aria nella valle del Po. Il nostro territorio è uno dei più inquinati d’Europa.”
LE SCELTE PER IL TERRITORIO
I due gruppi spostano poi l’attenzione sulla pianificazione territoriale e sulla necessità, a loro giudizio, di una visione complessiva: “La Lombardia dispone di strumenti di pianificazione territoriale ai diversi livelli: il PTR regionale, i PTCP provinciali e i PGT comunali. La stessa Regione sottolinea che questi strumenti devono concorrere in modo coordinato a definire le scelte di governo e sviluppo del territorio. Allora la domanda è inevitabile: esiste un progetto territoriale complessivo per Casalmaggiore e per il nostro territorio? Oppure rischiamo di trovarci di fronte a una successione di singoli interventi, valutati uno alla volta, senza una visione d’insieme? A noi sinceramente sembra che ognuno valuti, autorizzi e proceda per sé in base agli interessi economici del singolo Comune, senza una minima visione o strategia territoriale. Se questa vision o mission dovesse però esistere, vorremmo che qualcuno provasse a spiegarcela, perché noi non la vediamo.”
RIVE GAUCHE E LABORATORIO COMUNE: “PARTECIPAZIONE PARTE DEL PROCESSO DECISIONALE”
Infine, Laboratorio Comune e Circolo Prc Rive Gauche casalasco-piadenese precisano che la loro posizione non coincide con un rifiuto a priori dell’insediamento, ma con la richiesta di conoscere nel dettaglio il progetto e le sue conseguenze: “La questione non è “Data Center SI / Data Center NO”. La questione è: “quale Data Center, dove, con quali dimensioni, con quali consumi, con quali impatti, con quali garanzie e dentro quale modello di sviluppo territoriale?” Prima di decidere sul territorio, il territorio va conosciuto. Prima di chiedere ai cittadini di fare osservazioni, bisogna metterli nelle condizioni di sapere. La partecipazione non può arrivare dopo le decisioni: deve essere parte del processo decisionale.”