Canali in asciutta e fauna ittica: il Consorzio di Bonifica Navarolo fa chiarezza
In merito alla situazione di scarsità idrica nei canali e connessa fauna ittica, il Consorzio, onde evitare il crearsi di convinzioni fuorvianti, intende fornire informazione su alcuni aspetti della materia della gestione delle acque e delle regole che la governano
Leggi anche:
In merito alla situazione di scarsità idrica nei canali e connessa fauna ittica, il Consorzio, onde evitare il crearsi di convinzioni fuorvianti, intende fornire informazione su alcuni aspetti della materia della gestione delle acque e delle regole che la governano. Si espongono pertanto i capisaldi che consentono di comprendere meglio quando l’acqua è presente nella rete consortile e perché, a volte, essa viene meno:
- La funzione della rete, la rete artificiale e le concessioni di prelievo:
La complessa rete di bonifica (distribuita comprensorio per oltre 1.200 km) è un’infrastruttura artificiale creata per due scopi distinti: distribuire acqua in primavera/estate necessaria all’agricoltura e, in caso di necessità, raccogliere/allontanare le acque di pioggia per salvaguardare idraulicamente abitati e terreni.
Nei canali l’acqua “estiva” non scorre per dinamica naturale, ma viene prelevata dai fiumi (Po e Oglio) e immessa nella rete tramite impianti di sollevamento. Questa attività è vincolata da concessioni regionali che ne stabiliscono per legge l’inizio e la fine. Conclusa la stagione irrigua, gli impianti che immettono l’acqua nei canali devono tassativamente cessare il pescaggio. Continuare a prelevare acqua al di fuori dei tempi prescritti per tenere “bagnati” i canali costituirebbe una violazione delle concessioni e un prelievo illegittimo a danno del deflusso del fiume d’origine.
- Canali senza alimentazione – Il ritorno allo stato naturale:
In un reticolo artificiale di pianura come quello del nostro comprensorio, in assenza di precipitazioni meteoriche, l’acqua normalmente non esiste. I canali non hanno sorgenti proprie né alimentazione perenne. Nel momento in cui gli impianti idrovori vengono spenti, viene a mancare l’unico apporto artificiale che ne riempiva gli alvei durante i mesi estivi: i canali non vengono “prosciugati per dispetto”, ma tornano, in assenza di precipitazioni, semplicemente al loro stato naturale di asciutta, a maggior ragione in un periodo con assenza di precipitazioni come il presente.
- Salvaguardia idraulica del territorio e capienza d’invaso:
La funzione primaria assegnata dalla legge ai Consorzi di Bonifica è la difesa del suolo e la salvaguardia idraulica. Durante l’anno il territorio può trovarsi improvvisamente ad affrontare precipitazioni sempre più concentrate, improvvise e violente. Per questo i canali devono operare al massimo della loro capacità utile d’invaso per accogliere le portate meteoriche e garantire il necessario smaltimento (tramite la rete e gli impianti di bonifica). Non ci si può permettere di occupare preventivamente le sezioni dei canali; ogni metro cubo d’acqua trattenuto per motivi non idraulici riduce la capienza della rete e toglie spazio alle piogge, aumentando il rischio immediato di rigurgito nelle reti fognarie dei centri abitati e allagamenti disastrosi di strade, case e campi.
Nulla può subordinare o limitare la sicurezza idraulica: la capacità d’invaso preventivo della rete per far fronte alle piene autunnali costituiscono una priorità di incolumità pubblica sovraordinata.
- Convenzione con Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee – FIPSAS
Il passaggio all’asciutta dei canali non è un’operazione improvvisata. Il Consorzio infatti ha in essere una convenzione operativa con la FIPSAS (alle cui guardie volontarie autorizzate va il plauso di tutti) proprio per il recupero della fauna ittica. Il Consorzio gestisce le manovre di svaso, in modo il più possibile graduale (ove possibile, naturalmente, in caso di scarsità generalizzata di acqua) per favorire la discesa spontanea dei pesci verso i corsi principali; laddove la conformazione del fondo genera sacche isolate, è lo stesso Consorzio che attiva e supporta le squadre FIPSAS per il recupero, e la traslocazione degli esemplari nelle acque idonee nel rispetto delle norme regionali.
- Il Deflusso Ecologico (ex Deflusso Minimo Vitale): un vincolo per i fiumi naturali
Il Deflusso Ecologico (ex DVM) si applica solo ai corpi idrici naturali e vincola i prelievi dai fiumi. Il Deflusso Ecologico – infatti – è un obbligo di legge concepito per tutelare gli ecosistemi dei corsi d’acqua naturali perenni (come i fiumi e torrenti principali), garantendo che mantengano sempre una portata vitale minima. Questo principio non si applica — né fisicamente né normativamente — alla rete di canalizzazioni della rete di bonifica, che non possiede una portata naturale da preservare e la cui alimentazione artificiale deve cessare proprio per non sottrarre risorsa idrica ai fiumi tutelati.