Casalmaggiore, donazione della famiglia Cerati al centro antiviolenza MIA
«È vero, abbiamo finanziamenti pubblici, ma non bastano. Ecco perché le donazioni dei privati possono aiutare davvero il centro nel suo funzionamento quotidiano», sottolinea Barbieri, che invita cittadini e aziende a sostenere l’attività dell’associazione.
Un computer con stampante, un telefono cellulare, un aspirapolvere e due lavagne magnetiche. È il materiale donato dalla famiglia Cerati all’associazione MIA, Movimento Incontro Ascolto, che gestisce il centro antiviolenza di via Grandi a Casalmaggiore. La donazione è stata formalizzata mercoledì mattina e contribuirà a migliorare l’organizzazione e il funzionamento quotidiano della struttura.
«Siamo sempre molto contenti quando le famiglie decidono di fare una donazione al nostro centro. In questo caso, il signor Cerati ha voluto espressamente che acquistassimo materiali utili per il funzionamento della struttura», spiega Claudia Barbieri, presidente di MIA.
Un gesto concreto che permette di rinnovare alcune dotazioni del centro e che porta con sé anche un messaggio sull’importanza della solidarietà e del sostegno da parte dei privati. L’associazione può infatti contare su finanziamenti pubblici, che tuttavia non sono sufficienti a coprire tutte le necessità.
«È vero, abbiamo finanziamenti pubblici, ma non bastano. Ecco perché le donazioni dei privati possono aiutare davvero il centro nel suo funzionamento quotidiano», sottolinea Barbieri, che invita cittadini e aziende a sostenere l’attività dell’associazione.
A lanciare un appello alla generosità è anche Pietro Cerati, donatore, che sottolinea l’importanza di scegliere di aiutare gli altri già durante la propria vita: «Invito tutte le persone che magari non hanno figli e nemmeno nipoti, come me, a donare. È bello fare donazioni mentre si è ancora in vita, perché così si può vedere concretamente il valore del materiale che si mette a disposizione».
La donazione della famiglia Cerati rappresenta dunque non soltanto un aiuto materiale, ma anche un segnale di vicinanza a una realtà che ogni giorno opera sul territorio a sostegno delle donne vittime di violenza. Un contributo che può fare la differenza e che, come ricordano dall’associazione, merita di essere affiancato da quello di altri cittadini e imprese.