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40 cittadini onorari
Casalmaggiore fa festa
col regista Bianchini

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Una mattina da ricordare. Per i ragazzini della scuola media Diotti (una quarantina) che hanno ricevuto l’attestato di cittadini onorari di Casalmaggiore; per le istituzioni che hanno celebrato l’evento, sia per quanto concerne l’amministrazione comunale casalese che per le rappresentanti della scuola; per Paolo Bianchini e la moglie Paola, che con il progetto del film “Il sole dentro” mirano ad abbattere le barriere e racconta la storia di Yaguine e Fodè, scappati dalla Guinea con una lettera da consegnare al Parlamento Europeo sui drammi dell’Africa e morti nella stiva dell’aereo dove erano nascosti.

Il teatro comunale stamattina è stato il palcoscenico ideale di una festa di riflessione, che ha preceduto la consegna formale: l’atto di cittadinanza, ovviamente, non sopravanza la legge italiana, per la quale molti di questi ragazzi non saranno considerati di nazionalità tricolore fino al compimento della maggiore età, ma, come ha specificato il sindaco Claudio Silla “costituisce comunque un abbraccio forte e caloroso”.

“Abbiamo appena visto un film straordinario” ha proseguito il sindaco dal palco, subito dopo la proiezione de “Il sole dentro” “un’opera intrisa di umanità. La frase che racchiude il senso di tutto è che il punto non è dove sei nato, ma dove ti vogliono bene. E questa comunità vi vuole bene. Come recita uno dei protagonisti quando gli chiedono di che razza sia, la risposta è “Io sono umano”. L’attenzione dei ragazzi è indice del grande interesse che i temi di questa pellicola assumono per le vecchie e le nuove generazioni”.

Il regista Bianchini ha reso onore alla moglie Paola Rota. “E’ stata lei a scoprire la struggente storia di Yaguine e Fodè: da lì è partito il motore della nostra storia. Abbiamo fatto recitare i veri genitori dei due ragazzi, abbiamo apprezzato la sete di conoscenza del popolo africano: la notte qualcuno si faceva anche dieci chilometri per spostarsi in aeroporto, unico luogo illuminato, per potere studiare. Un desiderio di apprendere che deve essere d’esempio, come voi, con il vostro gesto, siete ora d’esempio per la realtà italiana”.

Sul palco sono poi saliti il dirigente scolastico della media Diotti Maria Assunta Balestreri, le insegnanti dei ragazzi, Maria Luisa Manfredi dell’associazione “Popoli in dialogo”, l’assessore alla Cultura Ettore Gialdi e il consigliere con delega allo sport Calogero Tascarella. “Quello che ci auguriamo” ha rimarcato il sindaco Silla “è che la legislatura che uscirà dalle prossime elezioni colmi finalmente il grave buco legislativo della nostra nazione: un ragazzino che nasce e cresce in Italia deve potersi sentire italiano, anche per la legge, prima della maggiore età. Il nostro gesto non ha valore legale, ma affettivamente è profondo, perché parte dal basso, da un’iniziativa di scuole, parrocchie e associazioni di volontariato, che l’amministrazione comunale ha sposato volentieri. Il messaggio che oggi deve passare è che il mondo cosiddetto avanzato deve interrogarsi su come costruire le condizioni per fare in modo che il terzo mondo possa tornare al passo. Perché il mondo è unico, il resto è una invenzione che ci siamo autoimposti. In Africa, infatti, il tenore di vita era migliore a inizio ‘900 che in questo inizio millennio”.

Alla fine della consegna degli attestati di cittadinanza Ettore Gialdi ha rimarcato il ruolo di Bianchini di “ambasciatore dell’Unicef”, ruolo in realtà non più ricoperto dal regista, che si è però definito ambasciatore del mondo “perché mi piace raccontare queste storie”.

Lo stesso Bianchini ha chiuso con una battuta: “Dato che qui a Casalmaggiore sono di casa (il regista ha intrecciato una relazione con il gruppo culturale e teatrale dei “Genitori Instabili” ormai da parecchi anni, ndr) chiedo che anche a mia moglie Paola e a me sia concesso il privilegio della cittadinanza onoraria”.

Mentre i ragazzi di prima e seconda media hanno visto il film a teatro, quelli di terza hanno potuto riflettere su “Il sole dentro” a scuola: un’altra copia della pellicola è stata infatti proiettata in aula magna.

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