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Violenza sessuale,
il don patteggia due anni:
‘Estraneo ai fatti’

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Da sinistra gli avvocati di parte civile Battistella e Nicoli, a destra i difensori Vappina e Brusa

Processo a don Luigi Mantia, 49 anni, ex parroco della comunità di Santa Lucia a Martignana di Po, accusato di violenza sessuale (ipotesi lieve, senza atti specifici) ai danni di due ragazzini minorenni. Con le aggravanti di aver commesso il fatto violando i doveri inerenti alla qualità di ministro del culto e profittando di circostanze di tempo, luogo e persona anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la difesa. La corte, composta da presidente Pio Massa e dai giudici Francesco Sora e Cristina Pavarani, ha accolto, previo risarcimento danni delle due famiglie dei minori coinvolti, la richiesta di patteggiamento presentata dalla difesa a due anni, pena sospesa. I fatti sarebbero cominciati nel 2004 e sarebbero andati avanti per cinque anni, fino al marzo del 2009. Le famiglie dei due minori, che sono già state risarcite hanno quindi firmato in aula, alla presenza dei loro legali Mauro Nicoli e Annamaria Battistella l’atto di rinuncia alla costituzione di parte civile. L’imputato, che per nove anni ha guidato la parrocchia, era difeso dagli avvocato Fabrizio Vappina e Mario Brusa. Nel luglio del 2011, durante una messa, lo stesso sacerdote aveva annunciato ai fedeli sbigottiti di essere stato denunciato dal padre di un bambino. “Affronterò questa situazione con piena responsabilità e la possibile serenità”, aveva detto il don, che aveva presentato la rinuncia alla parrocchia. Alcuni giorni dopo, il 24 luglio, il vescovo di Cremona, monsignor Dante Lafranconi, aveva accettato le dimissioni del sacerdote alla guida pastorale della parrocchia. L’udienza è stata rinviata a fine febbraio per formalizzare il patteggiamento. Attualmente don Mantia, che oggi non era presente in aula, si trova al santuario di Caravaggio.

Le dichiarazioni di don Mantia dopo il patteggiamento

“Come ho già dichiarato altre volte, confermo ancora la mia assoluta estraneità a quanto mi è stato attribuito. A tempo opportuno farò conoscere le ragioni per le quali ho aderito alla proposta che mi è stata fatta, ragioni che ho già espresso diversi mesi fa sia al Vescovo che al mio avvocato”.

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