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Durissimo attacco di Penazzi
a Ines Sartori: “Se è
insofferente si dimetta”

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Nella foto a sinistra Penazzi e Sartori

Dopo una prima risposta più pacata resa alla nostra testata nella giornata di ieri sulla questione delle nozze gay, il sindaco di Viadana Giorgio Penazzi ha ribattuto in maniera più piccata alle accuse dell’assessore Ines Sartori con un comunicato stampa, che di seguito pubblichiamo integralmente. Il contenuto è abbastanza simile a quanto già riportato nella giornata di ieri, ma le modalità sono senza dubbio più forti e destinate a rinfocolare la polemica interna alla maggioranza amministrativa a Viadana. L’attacco, per così dire, politico si evince soprattutto dalla parte finale del comunicato, che conferma una spaccatura profonda, che, secondo il sindaco, dovrebbe portare alle dimissioni dello stesso assessore.

“Stigmatizzo le dichiarazioni rese alla stampa dall’assessore Ines Sartori che manifestano, soprattutto per le modalità utilizzate, la sua insofferenza nei confronti del sindaco e la necessità di smarcarsi dalle sue dichiarazioni, evidentemente confliggenti con le sue idee e con la sua impostazione politica. Ognuno di noi ha le proprie idee e le proprie convinzioni che, nell’ambito di un ruolo subordinato e fiduciario, devono però rispettare quelle del gruppo (giunta e sindaco) a cui ci si deve rapportare”.

“In merito” continua Penazzi “alla problematica dei matrimoni gay ricordo all’assessore che nelle linee programmatiche dall’amministrazione presentate al consiglio comunale all’atto del suo insediamento, non si faceva cenno alcuno di tale materia; al contrario, così come risulta dai miei interventi sulla stampa, confermo di avere condiviso e di condividere tuttora l’iniziativa del  sindaco Pavesi, nel lontano 2004, quando egli istituì il Registro delle coppie di fatto,  tuttora vigente e funzionante presso gli uffici della nostra Anagrafe”.

Infine l’attacco più politico. “Voglio altresì far presente all’assessore Ines Sartori, e lo faccio anch’io tramite stampa, che, se queste sue insofferenze le dolessero eccessivamente, altro non ha da fare che rassegnare le sue dimissioni, e che, per legge, la sua nomina promana dal sindaco che può revocarla in ogni momento, anche per prevenirla da ogni turbativa o doglianza. In tale ipotesi si potrà impiegare, in un modo più decoroso ed utile lo stipendio che ella percepisce, considerando altresì i risultati che ha conseguito nell’ambito del suo assessorato e del suo ruolo che, pare, le stia diventando sempre più stretto”.

Insomma, un attacco in piena regola, che va oltre la “semplice” polemica di ieri sulle nozze gay.

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