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I vicari zonali su
Papa Francesco I: “Ritorno
all’essenzialità evangelica”

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Nella foto, da sinistra: don Alberto Franzini, Papa Francesco I, don Floriano Danini

La salita al soglio pontificio del Cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), è stata festeggiata anche a Casalmaggiore e Viadana, dove i vicari zonali, alla fumata bianca delle 19,06 di mercoledì 13 marzo 2013, sono corsi nelle rispettive chiese parrocchiali a suonare le campane a festa.

“Mi è piaciuto tantissimo il suo approccio coi fedeli”: spiega don Floriano Danini, parroco di Santa Maria in Castello a Viadana. “Si è comportato da persona semplice, che non tiene troppo a presentarsi con tanti paramenti. E’ un vero pastore”.

“Non mi ha stupito la scelta – prosegue don Floriano Danini – perché, a differenza di tanti altri, non pensavo che il nuovo Papa potesse essere il designato Cardinale Scola. Per altro ho sempre pensato che potesse essere eletto un pontefice di origini latino-americane. Non conosco Jorge Mario Bergoglio, ora avrò modo di apprezzarlo”.

“Da Papa Benedetto XVI a Papa Francesco I cambiano radicalmente gli orizzonti. E’ giusto che si dia spazio ad una realtà diversa: la Chiesa cattolica è sparsa in tutto il mondo ed è opportuno che tutte le culture si rivelino”.

“Mi è piaciuta molto la scelta del nome. Il riferimento a San Francesco è una chiara indicazione a favore dei poveri, ad una chiesa più povera”.

“Anche la comunità viadanese ha accolto benissimo la scelta del nuovo Papa. Nessuna delusione: ormai siamo abituati a non avere un pontefice italiano”.

Storica e teologica l’analisi di don Alberto Franzini, parroco di Santo Stefano: “L’Europa non è più al centro del mondo. Ha subito un processo di secolarizzazione ed ora cede il passo al nuovo mondo. Avere un Papa latino-americano è segno che il cattolicesimo si sta spostando da un’altra parte, verso un continente la cui espressione religiosa è più vivace”.

“La Provvidenza ci sorprende in ogni conclave – spiega don Alberto Franzini –. Anche in questo caso è stato eletto un Cardinale che pareva fuori dai giochi e dalla ristretta rosa dei favoriti. Il buon Dio ci sorprende sempre coi suoi disegni”.

“Sale al soglio pontificio il primo gesuita, il primo latino-americano, il primo Francesco. Nella scelta del nome c’è tutto il significato del passaggio di testimone da San Benedetto, riformatore del monachesimo, a San Francesco, riformatore della Chiesa”.

“I gesti compiuti da Papa Francesco I sono stati eloquenti: ha chiesto la benedizione e la preghiera del popolo ed in San Pietro si è vista una Chiesa viva, un popolo col suo Vescovo, col suo pastore. E’ un ritorno alla povertà in senso evangelico, cioè a ciò che è essenziale”.

Simone Arrighi

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