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Viadana, Portanuova:
“Basta contrasti.
Governo o tutti a casa”

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Nella foto, Simonetta Gialdi capogruppo Lista Civica Portanuova


“La nuova convocazione del consiglio comunale per sabato alle ore 8,30 è un nuovo atto di forza del sindaco deciso a risolvere i propri problemi interni a colpi di imposizioni e prevaricazioni anzichè aprirsi al dialogo e al confronto con i consiglieri comunali”: questo il pensiero del gruppo di minoranza della lista civica Portanuova.

Il regolamento comunale – precisa un comunicato diramato dalla lista – prevede all’art.7 comma 5 che “il Presidente del Consiglio Comunale, per assicurare il buon andamento dei lavori, programma periodicamente il calendario dell’attività consiliare, sentiti il Sindaco e la Conferenza dei Capigruppo” e ciò non è avvenuto nelle ultime due convocazioni, confermato anche dalle dichiarazioni dei capogruppo di maggioranza.

Imporre, inoltre, un consiglio ad orari insoliti significa anche avere poco rispetto per la sua funzione di alta democrazia partecipativa nel favorire la partecipazione dei cittadini.

Agire in contrasto con le regole condivise e poi accreditare ad altri una irresponsabilità istituzionale può solo far parte di una strategia politica del tipo di “chi la dura la vince” senza considerare che nel mezzo ci sono i sempre più gravi problemi dei viadanesi, con tante famiglie sull’orlo della disperazione che qualcuno vorrebbe risolvere con l’assunzione di vigilantes.

Chi insiste nel proseguire su questa strada dimostra solamente scarso senso istituzionale, poco rispetto delle regole e dei diritti di chi svolge una funzione elettiva e scarso senso del dovere verso la comunità locale, favorendo lacerazioni quando invece il buon senso richiederebbe maggior coesione e collaborazione anche tra maggioranza e minoranza.

Al di là delle dichiarazioni di rito, dovere di quanti nella maggioranza vogliono un vero cambiamento è quello di riportare il tutto sul piano politico-programmatico per assicurare un governo alla città che agisca nei fatti oppure di assumersi le proprie responsabilità per ridare la parola agli elettori con un nuovo progetto amministrativo.

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