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Pomì, ko inatteso
a Soverato: Ornavasso
aggancia le rosa

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Un ko inatteso, che porta a conseguenze abbastanza pesanti in classifica: la marcia di Claudio Cesar Cuello in campionato si ferma a cinque vittorie consecutive. Il secondo ko per il tecnico argentino subentrato a Gianfranco Milano arriva dunque nel torneo principale (il primo, come noto, era giunto in finale di Coppa Italia) in una giornata abbastanza funesta anche per i risultati degli altri campi.

La Pomì, a causa delle vittorie contemporanee delle dirette rivali (portentosa la marcia di Frosinone, quarta in classifica, che inanella l’undicesimo successo di fila e sembra essere il vero spauracchio playoff), non perde posizioni, ma lascia per strada punti e vantaggi: la capolista Novara, che ha steso Mazzano non senza soffrire, vola a +6 (rendendo impossibile l’aggancio nello scontro diretto del 14 aprile, salvo terremoto domenica prossima); Ornavasso, che ha sbancato San Casciano per il successo più pesante del giorno, aggancia le rosa; Frosinone, che non ha problemi a Marsala, accorcia ulteriormente e si porta a -4. Si pensi che i ciociari, all’inizio dell’anno, erano 12 punti indietro rispetto alle casalesi.

Per la Pomì si conferma dunque la maledizione del tie-break: le squadra di Casalmaggiore è arrivata cinque volte al quinto set e solo in un caso l’ha spuntata. Il quarto ko in questo particolare tipo di set è arrivato dopo il decimo punto, con Soverato che ha allungato 14-11, per poi chiudere 15-13. Prima la squadra di casa è stata capace di stare sempre avanti, vincendo primo e terzo set con un vantaggio di 5 e 6 punti, inframmezzati dal doppio 25-16 della Pomì nel secondo e quarto parziale.

Per la squadra di Cuello arriva però un aiuto dal calendario: domenica prossima sfiderà infatti l’abbordabile San Vito a Viadana, mentre andrà in scena il super match tra Frosinone e Novara. Una delle due perderà senza dubbio punti, ecco perché tocca tirarsi su di morale e riprendere al più presto la marcia. Ulteriori distrazioni in questa corsa a perdifiato non saranno più ammesse.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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