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Il casalese Bernini
in Germania tra papiri
e dialettologia

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Una nuova storia dal sito Casalaschi nel Mondo: è quella di Andrea Bernini, che racconta la sua esperienza di ricerca sulle lingue classiche, in particolare il greco, da poco iniziata anche all’estero: il casalese è ad Heidelberg, Germania, da febbraio 2013.

“Sono nato e cresciuto a Casalmaggiore” racconta Bernini sul sito “e qui ho sempre vissuto fino al mese scorso: qui ho frequentato le scuole dell’obbligo e conseguito la Maturità Classica al Liceo “Romani”. Mi sono quindi iscritto a lettere classiche all’Università di Parma, e poi ho proseguito ottenendo, nella stessa università, il Dottorato di Ricerca in Filologia Greca e Latina con una tesi su alcuni papiri greci.

A fine febbraio 2013 mi è stato proposto un contratto di ricerca di sei mesi dall’Università di Heidelberg per collaborare alla pubblicazione di un libro e ovviamente ho accettato subito. Il tempo di riempire un borsone e via. L’aereo mi ha lasciato a Francoforte e poi in bus ho raggiunto Heidelberg.

Bella! C’è il fiume, e la zona è molto verde, collinare (collina vuol dire salite e discese, ma le salite sembrano più numerose delle discese, soprattutto se devi farle con le borse della spesa…). L’università è come la immaginavo, con diversi edifici che ospitano le varie Facoltà. Nei secoli tanta gente illustre è passata di qui e ha lasciato la sua impronta, questo sembra di sentirlo nell’aria ed è stimolante. Le attività si svolgono in modo molto ordinato e ben organizzato, gli ambienti sono confortevoli, ben attrezzati e i miei colleghi sono cordiali senza essere attaccabottoni”.

“Lavoro” prosegue Bernini “con un professore americano a un volume contenente più di 400 papiri greci (di cui bisogna fare gli indici…); mi sto impegnando a fondo sia per ripagare la fiducia di chi mi ha offerto questa opportunità, sia perché mi piace affrontare nuove sfide.

Parallelamente ho coltivato interessi linguistici, partecipando ad alcune conferenze in Lituania (a Kaunas e a Vilnius), Paese che mi ha favorevolmente colpito per la calorosa ospitalità e per il desiderio di confrontarsi con altre culture; se a tutto ciò si aggiunge la straordinaria bellezza del paesaggio (laghi, fiumi, campagne) si può capire il motivo per cui desideri tornarci. Inoltre è proprio durante una conferenza lituana che ho avuto la possibilità di parlare di un tema che mi sta molto a cuore: il dialetto. Il dialetto e la papirologia sono due ambiti molto lontani solo in apparenza: in realtà la maggior parte dei papiri antichi sono documenti scritti non nella lingua letteraria, ma in un idioma molto vicino al parlato e alla quotidianità; in questo vi sono delle corrispondenze con il dialetto”.

“Riguardo al dialetto” racconta Bernini, riallacciandosi in questo caso all’esperienza casalese “qualche anno fa ho pubblicato, con la Biblioteca Civica Mortara, “Osservazioni sul dialetto casalasco”, e più recentemente (su una rivista lituana) un articolo relativo al senso del dialetto nella società globalizzata contemporanea, che nello specifico è riferito al dialetto cremonese (sono socio dell’Adafa), ma che comunque è valido per qualsiasi idioma locale. Nell’articolo propongo la realizzazione di un corpus di testi che raccolga tutto quanto è stato scritto in e sul dialetto cremonese, concludendo che i dialetti, esattamente come qualsiasi altra lingua (la differenza fra lingua e dialetto è basata su un piano sociale, non linguistico), vanno tutelati per questioni di diritti linguistici e di ricchezza culturale. Così, tra una lingua antica e una moderna, ho la possibilità di coltivare i miei interessi”.

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