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Listone verso il 2014
Gardani: “Ecco il patto
per il Casalasco”

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Nella foto un momento della campagna elettorale per le Regionali con Bandini candidata: Gardani è il primo a sinistra

Il Listone prova a giocare d’anticipo e, tramite il capogruppo consigliare Carlo Gardani, giunto al secondo posto (2300 voti) alle elezioni amministrative del 2009, rilancia già la sfida verso il 2014. “Venerdì ci incontreremo presso casa Assandri a Vicomoscano: dopo questa riunione decideremo cosa fare da grandi”.

Intanto non sono poche le idee che emergono dalla lista civica, che ha anche candidato Paola Bandini nelle ultime elezioni regionali per il Patto Civico con Ambrosoli Presidente. “Lanciamo da subito il patto per Casalmaggiore e per il Casalasco” spiega Gardani “perché, così come i partiti, ammesso che esistano ancora, così come sono non vanno da nessuna parte, allo stesso modo i comuni non possono reggere la crisi. Chiediamo dunque che Casalmaggiore e i 19 comuni del Casalasco cerchino un programma con esigenze comuni, con un occhio di riguardo anche al mantovano, almeno per la zona Oglio Po”.

“Servono” attacca Gardani “programmi chiari, univoci, condivisi, poche proposte ma fattibili. Basta con la politica dell’annuncio di progetti che poi o non vengono portati a termine o servono a pochi. La politica va condivisa e vissuta con i cittadini e decisa anche con loro, non nelle stanze di palazzo”.

E qui si propone la prima tematica, quella del lavoro. “A nostro avviso occorre un censimento, usando anche strumenti specifici, delle imprese, del commercio, dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura: questo per avere una istantanea su cosa serve e su quali siano i bisogni delle aziende e delle imprese e cosa l’amministrazione possa fare. La ricetta? Meno tasse, rateizzazione del pagamento delle utenze, migliori infrastrutture. Ma alla base sta la possibilità di comprendere la capacità occupazionale delle imprese”.

Poi il sociale. “Dobbiamo favorire le nuove imprese che investono sul territorio e i vecchi lavori di una volta. E dobbiamo pensare ai nostri poveri: potenziare “La Rete”, che guarda caso nasce dopo un incontro dell’amministrazione Silla proprio con noi del Listone, dove suggerivamo di aiutare i nostri poveri, non gli altri. Anche per questo occorre fermare l’ingresso di nuova popolazione, per salvaguardare chi è presente in un comune di 15mila abitanti, non pochi, e già fa parte di una società mista”.

Il comune, inoltre, deve iniziare a fare impresa. “Dobbiamo arrivare a vedere anche i rifiuti come una risorsa, il comune deve cioè sviluppare le sue partecipate per potere fare impresa anche in altri settori. In più servono soluzioni per i bisogni primari, cose semplici: la manutenzione stradale e degli stabili. E’ possibile anche recuperare tante case sfitte, alcune inagibili. Come? Pensando di progettare, in modo del tutto sicuro, una soluzione come il comodato d’uso: il proprietario che non utilizza la sua casa, la lascia a qualcuno che ne ha davvero bisogno ed è in grado di sistemarla, potendo così viverci dentro. Del resto a Santa Chiara possono essere rafforzati corsi per muratori con la Cassa Edile. Più semplice ancora sarebbe calmierare gli affitti, considerato il periodo. E anche ai commercianti chiediamo di calmierare i prezzi in questo momento”.

Infine Cultura e Turismo. “Casalmaggiore non è Roma, non è Venezia. Ma il poco che ha deve saperlo valorizzare all’ennesima potenza. La cultura non va cancellata ma va ristretta: prima, se proprio, il potenziamento passi dalla biblioteca, poi da tutto il resto. Usiamo compagnie popolari per il teatro, realizzando anche più spettacoli, ma spendendo un po’ meno, almeno finché questa burrasca non passa”.

Gardani conferma, in chiusura, che non si candiderà come sindaco. “Per come intendo io la politica, o sei in forma oppure non la fai. Manderemo avanti un nuovo candidato, senza alcuna preclusione verso tutti i gruppi politici sul suolo comunale. L’importante è che si parta da un programma e lo si porti a termine. Insisto” spiega Gardani, tornando su un suo cavallo di battaglia “sul fatto che sindaco, assessori e consiglieri, se possono permetterselo, devono servire la cittadinanza in modo gratuito”.

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