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Unione Municipia
incontro nel ricordo
dell’ex sindaco Mussi

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La riunione assembleare dell’Unione Municipia di ieri sera è stata anticipata da un partecipato ricordo dell’ex sindaco Claudio Mussi, morto lo scorso 17 dicembre. Nella sala consigliare di Scandolara, ospiti dei sindaci Gianmario Magni (padrone di casa) e Giovanni Vacchelli (di Motta Baluffi), sono intervenuti gli ex primi cittadini dei due comuni Giovanni Bozzini e Franco Albertoni (oggi presidente AEM Cremona), gli ex leader provinciali del PCI in cui è cresciuto Mussi, vale a dire Evelino Abeni e Giuseppe Azzoni, e l’architetto Terzi, in passato al fianco di Mussi quale tecnico comunale.

Impossibilitati a presenziare, il senatore Luciano Pizzetti e l’ex presidente della Provincia Franco Dolci hanno comunque inviato due lettere, che sono state lette al folto pubblico dai due sindaci. Dolci, attraverso la voce di Vacchelli, ha ricordato come Mussi provenisse da una famiglia di muratori quando da giovane crebbe nel partito grazie alla sua intelligenza vivace e alla passione per la storia. Ha ricordato quanto amasse la sua Scandolara e anche Castelponzone, dove portò la rassegna Recitarcantando e favorì la realizzazione di un libro con foto di Antonio Leoni. “Lascia un esempio di rettitudine e dinamismo”.

“Era sindaco del Pci ma soprattutto di Scandolara – questa la nota di Pizzetti letta da Magni -; con lui ricordo discussioni accese e aspre ma sempre trasparenti, e in questo tempo di politica ruffiana e demagogica fa bene ricordarlo, affinché l’impegno civile si affermi”.

Questo il ricordo di Bozzini: «Appena eletto, nel 1980, mi nominò assessore e vice sindaco e lo fui per 10 anni. Claudio è entrato nel cuore dei cittadini per le doti politiche e soprattutto umane. Il suo carattere forte fece sì che fu amato o contestato, e in 15 anni realizzò grandi opere, sino a che la prima sconfitta elettorale gli procurò grande amarezza».

A seguire Azzoni: «Era orgoglioso di suo padre Giovanni, il cui nome era presente nel casellario politico del regime fascista con altri 4 compaesani. Nel ’34 vi fu iscritto come sovversivo. Claudio fu coerente con la storia famigliare, cosciente dei doveri e convinto nel non piegare la schiena in presenza dei diritti. Collaborò inizialmente con me nel partito, per poi divenirne responsabile di zona. Aveva un grande senso di responsabilità».

Quindi Albertoni: «Mussi ha determinato il percorso della mia vita amministrativa. Il suo tratto principale era la determinazione nel perseguire gli obiettivi che per lui erano utili. Mise in campo un modello scolastico integrato che era all’avanguardia, e ha sempre voluto giocare un ruolo da attore protagonista. Ricordo con lui anche confronti forti ma improntati al rispetto, e finalizzati al conseguimento del risultato per la comunità, al contrario di quanto accade nella politica odierna. Mi spiace che si sia chiuso nella parte finale della sua vita».

Così Abeni: «Ricordo l’umiltà e la determinazione con cui entrò nella segreteria del partito. Portò un contributo importante in termini di razionalità e concretezza con cui affrontava i problemi. E’ vero, aveva un carattere forte e non mancarono i momenti di vivace confronto, come avveniva nonostante gli stereotipi sul vecchio Pci. Non era un burocrate, aveva una passione genuina che si coniugava con l’esperienza maturata sul territorio. Lo rividi dopo anni e condividemmo lo sconforto per l’attuale situazione».

Infine Terzi: «Lo conobbi all’inizio del suo mandato e lavorai al suo fianco. Aveva un grande senso del dovere, era uomo di parte che però non discriminava, aiutava tutta quella che era la “sua gente”. Era molto attivo anche nel reperire finanziamenti. Vivace e intelligente, aveva un carattere schietto e leale».

Al di là delle frasi di rito, lo dimostrano proprio la grande partecipazione e la massiccia presenza dei compaesani. Al termine della serata è stato consegnato un mazzo di fiori alla vedova di Claudio Mussi, che ha ringraziato con commozione.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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