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Gussola, 14 comuni
casalaschi uniti:
piano d’area vasto

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Nella sala consiliare del comune di Gussola c’erano praticamente tutti, ad eccezione di Emanuel Sacchini di Torricella del Pizzo (a Milano per lavoro), i sindaci dei 14 centri del nuovo piano d’area sovracomunale istituito dalla Provincia di Cremona per il territorio casalasco.

Massimiliano Salini, presidente dell’ente Provincia, ha spiegato che “a differenza di tanti altri piani d’area, questo ha una caratteristica che ne segna il successo: nulla viene calato dall’alto”. “Si tenterà dunque” spiega Salini “di leggere quelle che sono le esigenze di un territorio e poi, solo in base a quelle, di implementare servizi di gestione associata già esistenti e di riempire gli spazi sin qui non ancora sfruttati. Tutto questo comporta un’assunzione di responsabilità dei sindaci, che dovranno iniziare a ragionare, con spirito di servizio, al di fuori del campanile e del proprio orto. Dovrà essere una visione globale, totalizzante, dai servizi associati, ai servizi sociali, all’igiene urbana, e segnerà il futuro dell’amministrazione, anche perché la Provincia perderà probabilmente il suo potere e il suo senso. Un bravo amministratore non è uno yes man: deve anche sapere dire di no e fare una sintesi, scontrandosi inevitabilmente con qualcuno ma trovando compromessi”.

Era presente anche Carlo Malvezzi, neo consigliere regionale, che ha parlato di un incontro con l’assessore al Territorio Viviana Beccalossi già fissato: “Questa rivoluzione avrà un appoggio dall’alto, anche dalla Regione, pur partendo dal basso. Essendo un territorio molto compatto geograficamente, la logica sussidiaria verrà favorita. Peraltro Cremona e il suo territorio si sono sempre dimostrati all’avanguardia anche su “esami” difficili e rognosi: per esempio i termini per approvare il Pgt per ciascun comune saranno prorogati fino al 30 giugno 2014. Eppure a Cremona già 100 comuni su 115 si sono messi in regola, senza aspettare proroghe”.

Giovanni Leoni, assessore provinciale al Governo del territorio, ha dettato le linee temporali: “Questo territorio non parte da zero, ma da unioni già presenti, come la Municipia e la Palvareta Nova, giusto per citare due esempi. La scadenza fissata per dicembre 2013 imporrà tempi ristretti, perché vogliamo lavorare sodo. Già a fine luglio dovremo presentare ai progettisti della Provincia quelle che sono le esigenze di un territorio e quello che potrebbe diventare il nuovo scenario tra i comuni associati. Un progetto a due marce, o a due tappe se preferite, la prima per parlare e discutere insieme, la seconda per agire, sostenuto anche dall’assessore Beccalossi che verrà a fare visita al casalasco, per osservare come le cose già funzionino bene. Possiamo diventare un esempio per applicare il valore gestionale al futuro, specie se, come ha sostenuto il presidente Salini, le Province dovessero sparire. Partiremo dalle critiche, lavoreremo sulle mancanze: il fatto che siano stati i sindaci a spingere per questo nuovo orizzonte ci conforta ed è il miglior modo per partire”.

Claudio Silla, sindaco del comune più grande, ossia Casalmaggiore, ha ricordato che “sin qui si parla della cornice, ora dovremo mettere dentro un quadro. Il quinquennio 2009-2014, che tutti noi abbiamo affrontato, è stato caratterizzato da tre novità epocali: il taglio dei trasferimenti, l’obbligo delle gestioni associate, il nuovo ruolo dell’ente Provincia. E’ positivo che questa rivoluzione parta dal basso: ai cittadini chiediamo uno sforzo di mentalità, ma i primi a prendere coscienza di questo dovremo essere noi sindaci”.

Infine il protocollo d’intesa è stato firmato da tutti i presenti, ovvero, dopo Salini, Leoni e Silla, anche Marino Chiesa (sindaco di Gussola e padrone di casa), Mario Gualazzi (sindaco di Casteldidone), Giovanni Maccagnola (vicesindaco di Cingia dè Botti), Giovanni Vacchelli (sindaco di Motta Baluffi), Gianmario Magni (Scandolara Ravara), Pierguido Asinari (San Giovanni in Croce), Dino Maglia (San Martino del Lago), Clevio Demicheli (Solarolo Rainerio), Fabio Valenti (Voltido), Alessandro Gozzi (Martignana di Po), Marco Vezzoni (Rivarolo del Re), Fabrizio Bonfatti Sabbioni (Spineda). Presenti anche Maurizio Rossi, dirigente del Settore Pianificazione Territoriale, e l’architetto Barbara Armanini, caposervizio del medesimo settore.

Il protocollo d’intesa, maturato in vari incontri negli scorsi mesi, verterà attorno a quattro pilastri, che saranno mano a mano sviluppati dai comuni in base alle esigenze, ovvero sistema insediativo, sistema infrastrutturale, sistema economico e sociale, sistema ecologico ed ambientale.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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