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Ordigno alla ditta
Storti: indagini
della Scientifica

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Nella fotogallery, i rilievi della Scientifica

Misteriosa esplosione nella notte alla ditta Storti SpA di Solarolo Monasterolo, frazione di Motta Baluffi, azienda che produce macchine per la lavorazione del legno.

Lo scoppio è stato udito dai residenti della zona intorno alle ore 2,30. Nessun danno alle persone: a quell’ora la ditta era chiusa e non vi erano dipendenti al lavoro.

L’esplosione è avvenuta all’ingresso degli uffici dell’area amministrativa ed ha interessato una porta vetrata che è andata in frantumi. Non sono stati registrati danni ad attrezzature o ai locali interni.

I militari stanno vagliando tutte le possibili cause. “Non escludiamo nulla”, spiega il comandante dei Carabinieri di Casalmaggiore Cristiano Spadano. “Dovranno essere fatti accertamenti specialistici sul tipo di esplosivo utilizzato. Riteniamo verosimile che si possa trattare di un ordigno artigianale”.

“Si tratta di un fatto rilevante – prosegue Spadano – che richiede indagini accurate, con l’ausilio dei colleghi di Cremona e dei Ris”. “Atto intimidatorio? Non escludiamo nulla e non facciamo ipotesi”.

Sul posto anche il sindaco di Motta Baluffi, Giovanni Vacchelli: “Ha portato solidarietà e vicinanza da parte della comunità a Giancarlo Storti e al figlio. Li ho visti sereni e determinati a continuare il lavoro di un’azienda che opera da oltre 50 anni da Solarolo Monasterolo in tutto il mondo”.

I titolari dell’azienda, per il momento, preferiscono non rilasciare dichiarazioni alla stampa in merito all’accaduto. Va detto però che la stessa famiglia sarebbe stata al centro di altri atti criminali in passato: in particolare sarebbe stata portata a termine una rapina in villa ai danni proprio dei titolari, immobilizzati e derubati nella loro casa di villeggiatura nel pisano.

Nel pomeriggio, attorno alle 13.30, sono arrivati di Carabinieri del Nucleo Scientifico di Cremona, che stanno ancora effettuando i sopralluoghi sul posto: sarebbe stato trovato l’innesco dell’ordigno, che si trovava a una quarantina di metri dal luogo dell’esplosione. Non solo: pare sia pure stato trovato uno squarcio sul muro retrostante della ditta, che si affaccia sul cimitero. Chiunque ha piazzato la bomba artigianale potrebbe essere entrato proprio da lì, anche perché altrimenti sarebbe stato notato dalle telecamere che si trovano vicino al cancello d’ingresso principale, molto esposto e visibile. Le indagini, ovviamente, continuano.

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