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Dalla Bassa al cielo:
la freccia tricolore
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Nella foto, il capitano acrobatico Mirco Caffelli

Durante il suggestivo spettacolo delle Frecce Tricolori esibitesi domenica pomeriggio nel cielo di Parma, un problema tecnico determinato dal danneggiamento dell’impianto radio ha costretto un pilota all’atterraggio anticipato. Un pilota molto conosciuto nel comprensorio Oglio Po e in ambienti aeronautici, nato e cresciuto poco distante dalla distesa parmense sorvolata ieri: Mirco Caffelli, 35 anni, capitano acrobatico di Viadana sapeva di volare sopra una terra famigliare e con lo sguardo avrebbe voluto abbracciare i luoghi della sua infanzia, quelli legati ai ricordi di gioventù, che sono sempre i più belli.

Il grande pilota, nel parlare della sua carriera non manca mai di ricordare le semplici origini famigliari parlando dei sacrifici compiuti per arrivare al brevetto di pilota. Una passione ereditata dal padre che da bambino lo accompagnava sempre a Ghedi per vedere gli aerei militari.

“Quando ero a scuola a Casalmaggiore disegnavo continuamente velivoli sui fogli di carta dove annotavo anche gli orari in cui passavano rombando i Tornado sulle nostre teste”: racconta spesso nelle interviste.

Per poter acquisire le principali nozioni di volo, Caffelli non si scompone dicendo di essere andato più volte nei campi a raccogliere meloni e angurie per potersi pagare il brevetto con quei soldi guadagnati piegando la schiena e sudando nelle campagne di Bellaguarda.

Un sacrificio, ma ne è valsa la pena considerando le capacità e il talento di questo giovane viadanese oggi capopattuglia  delle Frecce Tricolori conosciute ed ammirate in tutto il mondo per le stupefacenti coreografie nei cieli internazionali.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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