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Via Foscolo, doppia
aggressione: cornacchie
all’assalto dei passanti

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Sembrava una scena ripresa pari pari da “Gli uccelli”, mitico horror di Alfred Hitchcock. Invece era tutto vero, e il fatto che l’episodio si sia ripetuto, a breve distanza, più o meno nello stesso luogo, non sembra essere figlio di una casualità inquietante degna del regista inglese: piuttosto ha una spiegazione logica.

Due signore, residenti a Casalmaggiore nella zona di via Foscolo, sono infatti state aggredite a colpi di “beccate” sulla testa, da una cornacchia. Non corvi, dunque, come nel film citato, ma animali comunque spesso associati a un simbolismo decadente e macabro. Difficile chiarire se, nelle due circostanze, l’animale fosse lo stesso, anche se l’eventualità non è da escludere.

Il primo caso risale a un paio di mesi fa: A. F., appena uscita dal supermercato con la spesa e rientrata in casa, ha pensato di portare a spasso il suo cane. A quel punto è stata colpita forte in testa, con gli artigli e con il becco dall’animale. La donna è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po, dove gli è stata somministrata l’antitetanica e le sono stati applicati tre punti sul capo per ricucire la ferita. Il motivo dell’aggressione? Pare che la cornacchia avesse fatto il nido sulla robinia vicina alla casa della signora. Notando la presenza del cane, come arma di difesa, l’uccello è partito all’attacco, colpendo sulla testa con violenza la donna. L’aggressione per fortuna è durata pochi secondi, prima che la signora riuscisse a divincolarsi.

Pochi giorni fa, invece, sempre in via Foscolo, sempre vicino alla suddetta robinia, dove evidentemente il nido della cornacchia si trova ancora, ad essere colpita in testa è stata P. F.: “Ho sentito una botta forte alla nuca, come se fosse un proiettile”, ha raccontato la donna, che in questo caso non aveva nè cani nè le borse della spesa con sè (si è supposto, infatti, che la cornacchia stesse cercando, nel primo caso riportato, qualcosa da mangiare). La seconda aggressione, più recente, è stata meno grave: non c’è stato bisogno di andare al pronto soccorso, ma la paura della donna ha fatto sì che la brutta esperienza fosse condivisa con A. F., che ha così ricordato l’episodio, più o meno simile, subito tempo prima. Attenzione insomma: questi fatti, uniti ad altri riportati su quotidiani nazionali avvenuti sempre di recente nella zona di Roma, dovrebbero convincere a tenere alta la guardia anche nei confronti degli animali più insospettabili. E a guardarsi sopra la testa ogni tanto…

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