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Nuovo palazzetto,
i dettagli del bando
Quali le chance reali?

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Un bando del Ministero per gli affari regionali, il turismo e lo sport, indetto per la prima volta 25 anni dopo la legge 65 del 1987, che istituì i fondi per i Mondiali di calcio di Italia ’90, riaccende a Casalmaggiore la chance di avere un nuovo palazzetto dello sport.

Uno dei temi caldi a Casalmaggiore è legato alle reali chance di ricevere un finanziamento che, considerando i calcoli arrivati dal palazzo municipale, potrebbe coprire circa 850mila euro dei 3 milioni e 200mila euro previsti per completare la struttura (si parla di 700mila euro più il 10% della quota eccedente). Molti dubbi si addensano sulla possibilità di vedere la Pomì Volley, squadra di punta dello sport casalese, in una nuova casa, mentre l’opinione pubblica è abbastanza concorde nel sostenere che nuovi spazi per le tante società sportive del territorio servono.  Ricapitoliamo pro e contro di questa iniziativa.

1. ACCESSO AI FONDI: Facile, difficile o impossibile? Ai posteri l’ardua sentenza. Bisogna pazientare almeno 90 giorni, come specifica il bando sulla Gazzetta Ufficiale, ma Calogero Tascarella, delegato allo Sport per Casalmaggiore, è sicuro: “Prima di dicembre non si saprà nulla”. Telefonando a Roma, risponde una funzionaria del Ministero: “Non sappiamo ancora quante domande arriveranno. Tramite Poste Italiane stanno arrivando ancora decine e decine di pacchi”.

I punti a favore di Casalmaggiore sono tre: la scarsa durata del bando (aperto e chiuso in 45 giorni), il fatto che Casalmaggiore rientri tra le zone terremotate (ma si parla di calamità naturali degli ultimi 10 anni, dunque non solo dell’ultimo sisma: il bando assegna 30 punti), la destinazione del progetto a favore delle scuole (la palestra sarebbe annessa all’istituto Marconi: 40 punti). Delle tre discriminanti principali indicate nel bando, Casalmaggiore non rientra solo in una: saranno infatti premiate le regioni con densità d’impianti inferiore alla media nazionale. Tradotto, il Mezzogiorno (30 punti assegnati). A disposizione 23 milioni di euro: non molti, ma qualcuno potrebbe anche accontentarsi delle briciole per una mini ristrutturazione da 100mila euro. Casalmaggiore, intanto, per provare a guadagnare posizioni, ha parlato di un progetto con fotovoltaico incluso (10 punti assegnati). Debole invece, almeno nel progetto preliminare (che è però quello su cui si basa la valutazione), il punto relativo alla partecipazione del privato, ossia degli sponsor: 30 punti se il privato partecipa coprendo più del 50% della spesa; 20 punti se copre dal 31% al 50%; 15 punti se copre fino al 30%. Casalmaggiore potrebbe rientrare al massimo nel terzo caso.

2. LA CAPIENZA: Altro dettaglio non di poco conto è la capienza della palestra: perché proprio 1000 posti? Mille posti sono pochi per la Pomì (la A1 richiede 1500 posti minimo e a Viadana si parla comunque già di un palazzetto da 1200 spettatori), ma sono troppi per una palestra scolastica. Tascarella ha spiegato che “i posti sono espandibili” e che “non ci si preclude nessuna strada”. Dunque, se la Pomì decidesse di dare una mano, il progetto potrebbe essere rivisto? Quanto lieviterebbero i costi? Giocando sul ribasso d’asta, è possibile che la spesa non si discosti molto da quella preventivata. Anche per questo all’inizio della prossima settimana è previsto un incontro tra comune e club rosa.

3. ZONA E OPPORTUNITA’: Il palazzetto sorgerebbe a poche centinaia di metri dalla Baslenga, dal lato però di strada più vicino al fiume Po. Qualcuno ha suggerito che in caso di fondamenta molto profonde come quelle utilizzate per la Baslenga, questo potrebbe costituire un problema, data la vicinanza del corso d’acqua. In realtà la presenza di scuole rassicura dal punto di vista architettonico e dell’edificabilità. Le opportunità? Sarebbero grandi per gli sport indoor minori, che troverebbero nuovi spazi e aggirerebbero così il pericoloso intasamento vissuto in tutti questi anni. In più, secondo l’amministrazione, il palazzetto potrebbe essere polifunzionale (30 punti sul progetto), per concerti e show di vario tipo. Ma anche qui si impone il dubbio: mille posti, a tal proposito, sono troppi o troppo pochi?

Giovanni Gardani

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