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Rivarolo Mantovano
omaggia Gorni Kramer
nato un secolo fa

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Così come un grande fotografo ghermisce il senso di una vita in un solo scatto, ci sono autori che sanno ricreare il profumo irripetibile di un tempo nella sintesi di una manciata di note.

A Rivarolo Mantovano, terra di confine tra le province di Mantova e di Cremona, là dove l’afa e la nebbia partoriscono chimere innaffiate di lambrusco, il nome di Gorni Kramer è un patrimonio da custodire negli affetti di famiglia, più che da esibire come trofeo: uno di loro, un cuore semplice che nei caffè della splendida piazza gonzaghesca compare nelle foto d’epoca, mentre gioca a bocce in canottiera o mentre è tra amici alle feste patronali.

“Nella vecchia fattoria”, “Domenica è sempre domenica”, “Ho un sassolino nella scarpa”, “Crapapelada” (come non pensare alla grottesca caricatura di Mussolini?) e tutte le sue mille storie, cucite addosso allo swing e al jazz che arrivavano da lontano e che il regime fascista guardava di sbieco, sono sapide figlie di quei luoghi e della loro gente.

Kramer le ha catturate, distillate e rese magicamente universali  attraverso il sottofondo di radio , teatro e televisione, sismografi di un Paese in profonda trasformazione. Nel 1991, in una delle sue ultime apparizioni, quando la Mantua Band Studio aveva dato un intenso concerto in suo onore, già provato dagli anni e dalla malattia, il Maestro si era fatto portare in prima fila ad applaudire quella serata magica e a mandare baci ai musicisti.

Oggi, ad un secolo dalla nascita, la Fondazione Sanguanini di Rivarolo Mantovano lo celebra con un omaggio che dal prossimo 29 giugno si snoderà fino all’autunno. Una festa popolare e raffinata, come nello stile del Maestro, che dagli anni  ’30 è stato pioniere e autentico mattatore della scena musicale a fianco dei più grandi, dal Quartetto Cetra a Garinei e Giovannini, a Mario Riva e Delia Scala.

All’ombra della gigantesca K allestita in piazza per l’occasione, sfilerà un fitto calendario di eventi tesi a restituire la genialità, la generosità, l’ecletticità di questo indimenticato concittadino. Per questo Clemente Sala e tutti gli instancabili organizzatori della rassegna hanno voluto ordire attorno alla figura di Kramer una ragnatela di preziose occasioni di ascolto e di memoria dislocate tra Rivarolo, Mantova e Sabbioneta.

Attesissimi in paese, il 6 luglio, gli strumentisti della Civica Jazz Band di Milano, città d’adozione di Kramer, con la partecipazione straordinaria di Franco Cerri, Enrico Intra ed Emilio Soana, l’altro grande Rivarolese che oggi giganteggia sulla scena internazionale; e ancora, a Mantova, il trittico di serate in cui tre assi della fisarmonica, a partire dalla magmatica personalità di Fausto Beccalossi, rileggeranno il repertorio di Kramer; infine, il 28 settembre nella Piazza Ducale di Sabbioneta, un concerto in cui il nome di Kramer si intreccerà a quello dell’amico – rivale Wolmer Beltrami, re della fisarmonica, nato a poche curve dalla città di Vespasiano Gonzaga, anche lui figlio di quella stagione generosa e irripetibile.

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito www.fondazionesanguanini.it.

Elide Bergamaschi

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