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Sisma dall’epicentro
La testimonianza di Formiga
ex cc a Casalmaggiore

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Folco Formiga, 67 anni. Forse a qualcuno questo nome dice poco, ma i casalaschi che tra gli anni ’70 e ’80 erano già capaci di intendere e volere (tradotto, non erano già più in fasce) ricorderanno che Formiga è colui che, dal 1975 al 1981, fu comandante della polizia giudiziaria a Casalmaggiore.

Da allora Formiga ha sempre lavorato e vissuto in Toscana ed è proprio per questo motivo che il nome dell’ex comandante della giudiziaria torna d’attualità: Formiga, infatti, abita a Fivizzano, ovvero nel piccolo comune lucchese epicentro del terremoto di venerdì: una scossa di 5.2 gradi Richter. Proprio a Fivizzano Formiga ha diretto per dieci anni la locale stazione, prima di chiudere la propria carriera come comandante del nucleo operativo radiomobile di Pontremoli.

Oggi Formiga è in pensione, ma il suo nome è tornato alla mente di qualche casalasco, quando i media nazionali hanno precisato che l’epicentro del sisma era, di fatto, sotto casa sua. “Ci ha fatto saltare tutti quanti” spiega Folco Formiga riferendosi alla scossa “. In tanti anni di carriera ho lavorato in Sicilia, in Val Padana e appunto in Toscana, e di terremoti ne ho vissuti diversi, di tutti i tipi. Quello di ieri, però, è stato terribile, brutto come non mai”.

“Al momento della scossa” testimonia Formiga “ero in casa e ho sentito un boato tremendo. Era il segnale della scossa in arrivo: la casa tremava, ballava, una scossa sussultoria e ondulatoria al contempo. Ma è stato quel boato, quasi innaturale, a fare paura”. Un boato giunto da 5 chilometri sotto terra, dove il sisma ha iniziato a scatenarsi.

“Quando un terremoto si “prepara” sotto i tuoi piedi” racconta Formiga “quello di cui non ci si rende mai conto è quando finirà. Lo sciame che porta con sè porta ansia, paura, tensione. Dopo la prima fortissima botta delle 12.34, ne sono arrivate altre due tra le 14 e le 14.20 e un’altra ancora alle 16. Stanotte altre scosse di assestamento, minime ma sufficienti a mettere paura”.

E la gente è corsa in strada: una scelta purtroppo già vista. “Ricordo interventi con i carabinieri nel 1987 e nel 1994 durante i terremoti sempre a Fivizzano e in Lunigiana: rispetto ad allora questa botta è stata più tremenda. Ripeto, mai sentito prima un terremoto del genere. All’epoca tranquillizzavo i cittadini, ieri ho avuto paura anche io. Una sensazione brutta, di impotenza dinnanzi alla natura. Ero in strada anche io, come tutti”.

Un più piacevole ricordo, Formiga, lo conserva di Casalmaggiore. “Mi sono sposato lì, a Vicomoscano, con la figlia del barbiere. Quindi non posso che ricordare con piacere la mia permanenza da voi. Sarei anche tornato a viverci, abbiamo pure sistemato la casa di Vicomoscano. Poi però il destino ha scelto diversamente: le mie figlie si sono sistemate vicino a Fivizzano e allora sono rimasto qui”.

Oggi a Fivizzano la situazione è più serena. “La paura sembra passata e danni non ce ne sono stati. L’unico monumento danneggiato è a Regnano, paesino che viene controllato dai carabinieri di Casola. Il campanile della chiesa ha qualche crepa. La speranza è che non sia nulla di grave e che questo sciame possa cessare”.

Giovanni Gardani

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