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L’OPINIONE – Occhio,
è arrivato il Grande
Fratello fiscale

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E’ l’ultimo regalo del governo Monti: da oggi banche e intermediari finanziari hanno l’obbligo di far conoscere al Fisco tutti i movimenti sui nostri conti. Il grande fratello fiscale è già in pista. Occhio: se quello che versiamo non corrisponde a quello che dichiariamo come reddito, sono guai. Befera non scherza.

Ogni giorno al cervellone dell’Agenzia delle entrate affluiranno miliardi di dati. Il Fisco controllerà tutto: movimenti bancari, depositi titoli, risparmi, acquisti, vendite. La nostra vita sarà vivisezionata, le cifre del 2011 passate al setaccio. Niente sarà più come prima. I nostri conti correnti non avranno più segreti. Servirà ad arginare la (crescente) evasione fiscale? Il Fisco è fiducioso,anzi ottimista:conta di recuperare un 35-40% in più di evasione per stabilizzare i (disastrosi)conti pubblici. Rigor Monti ci credeva al punto da inserire questo provvedimento nel suo primo atto di governo. All’epoca i mugugni si sprecarono ma il disco verde arrivò puntuale. Col sospirone della Casta. Anzichè tagliare gli sprechi, anziché diminuire le spese del Palazzo, anziché dare meno soldi ai partiti o ridurre i mega stipendi ai boiardi di Stato – come ha deciso la ricca Svizzera con un recente referendum (tutti d’accordo, 26 cantoni su 26) – il nostro  Fisco ha optato per un’altra strada. Ohibò, Il Palazzo non si tocca, i tagli agli stipendi dei parlamentari nemmeno. I privilegi degli onorevoli sono intoccabili. Nemmeno i 163 grillini che sono a Roma riusciranno a cambiare musica. Ricordate? Avevano (tutti)  promesso:taglieremo le Province, avremo uno Stato più leggero, ne saranno cancellate 35, il “processo è irreversibile” (parole del ministro Patroni Griffi). E dopo le Province – dicevano negli accomodanti talk show – toccherà alle prefetture, alle questure, alle capitanerie di porto. Non è successo niente. Tutto fermo, tutto come prima. Impossibile eliminare le Province, sono un bancomat. Esempio:la Provincia di Palermo “paga 43 ore di straordinario agli spalatori di neve nel mese di luglio” (Mario Giordano). E le Regioni? Anche qui le cicale impazzano. Una chicca pescata a caso. Tra mille. Le Marche hanno speso 1 milione e 785mila euro per ingaggiare Dustin Hoffman che ha letto “L’infinito” di Leopardi con accento americano e poi si è fatto fotografare negli “5th & Sunset Studios” di West Hollywood che non sono proprio nei dintorni di Gabicce o di Pesaro.Però, che investimento!

Per carità – e va detto a scanso di equivoci – la lotta alla evasione fiscale è doverosa. Anzi va rafforzata. Ma tale lotta non va condotta  con strumenti illiberali.
Certo il governo Letta, avallando “l’Anagrafe dei conti correnti bancari”,  intende trovare risorse per la crescita sennò il Paese rischia di non riprendersi. Ma avrebbe dovuto,secondo noi,  agire sulle tasse, semplificare il sistema. Ha voglia “Artiglio” Befera a dire (vedi la lettera pubblicata dal Corriere l’8 gennaio scorso in risposta alle “unghiate” di Piero Ostellino) che “noi non siamo uno Stato di polizia fiscale”. Né Ovra né Stasi e nemmeno Gestapo nazista o Ghepeù sovietica. All’epoca, cioè sei mesi fa, era di scena il redditometro che aveva il compito,appunto, di “intercettare ipotesi di scostamento assai rilevanti tra il reddito che una persona dichiara al Fisco e la capacità di spesa che dimostra invece di avere nei fatti”. Ora c’è il più implacabile  Grande Fratello.Ci hanno promesso che con  il nuovo Serpico  “la privacy sarà garantita e che “i contribuenti onesti hanno poco da temere”. Sarà così?

Enrico Pirondini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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