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Minoranze compatte,
maggioranza sola
su bilancio e streaming

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Il punto d’arrivo sono le prossime elezioni amministrative, in calendario a giugno 2014. Il punto di non ritorno è il finale del consiglio comunale di giovedì sera, con le minoranze a far fronte comune abbandonando l’aula adunanze al momento del voto al bilancio preventivo (approvato coi soli consensi dei membri di maggioranza) e le stesse opposizioni a disertare l’interrogazione del vicensindaco Luigi Borghesi sulla revoca dello streaming video delle sedute consiliari a Casalmaggiore per la Libertà, per la quale la maggioranza ha voluto le porte chiuse.

La campagna elettorale casalese è ormai iniziata, con annesso gioco delle parti, divenuto evidente giovedì sera dalla presa di posizione delle minoranze. Una seduta resa a tratti incomprensibile dalle musiche provenienti da piazza Garibaldi: le finestre chiuse del municipio non hanno garantito un’acustica decente.

Sul bilancio preventivo 2013, le relazioni delle minoranza hanno evidenziato quanto ormai siano distanti le parti.

LEGA NORD – Il primo ad intervenire è stato Filippo Bongiovanni, che ha innanzitutto criticato, bollandola come una scorrettezza, la modalità di presentazione del bilancio, contestuale alla discussione. Prima la presentazione, poi, in un altro consiglio, la discussione: secondo il consigliere del Carroccio questa sarebbe dovuta essere la soluzione migliore, oltre che quella utilizzata negli anni precedenti. Di diverso avviso la maggioranza, secondo cui si è agito come sempre fatto negli ultimi anni. La critica di Bongiovanni si è quindi incentrata sui contenuti. Per mantenere lo status quo, l’amministrazione ha aumentato le tasse e ritoccato le tariffe sui servizi, non cogliendo l’apertura delle minoranze ad una riflessione aperta e condivisa: questo il succo dell’intervento del consigliere, preoccupato poi dagli aumenti dell’addizionale Irpef (soprattutto per il ceto medio, il più in crisi), dalle spese per il personale e dal costante aumento della spesa per la presidenza del consiglio comunale. Stoccata anche in tema di cultura: per la Lega, Fondazione Santa Chiara deve camminare con le proprie gambe (il comune ha previsto 40mila euro di contributo per il 2013) e le alte spese per il Museo Diotti non sono giustificate da un sufficiente flusso turistico.

CASALMAGGIORE PER LA LIBERTA’ – Dalla cultura è partita anche la critica di Orlando Ferroni, che ha attaccato l’amministrazione sull’incapacità di prevedere un pareggio di bilancio in materia. Nonostante gli sforzi, non riuscite a far fruttare la cultura: è il richiamo del capogruppo di Casalmaggiore per la Libertà alla maggioranza. Ferroni ha quindi rincarato la dose sulla gestione del teatro, sul sostegno alla Fondazione Santa Chiara e sulla volontà di vendere Sala Lido Po per poi acquisire Casa Zani. Sicurezza, trasporti, collegamenti con le frazioni: sono queste le priorità per Ferroni, che reclama più investimenti in tema di ciclabili. Il consigliere ha poi parlato di ospedale Oglio Po: la sanità è di competenza regionale, hanno replicato dai banchi della maggioranza, specificando che i tagli sono frutto delle decisioni di chi ha gestito il comparto negli ultimi vent’anni, ovvero proprio il centrodestra di cui Ferroni fa parte.

LISTONE – Più pacata la relazione di Ermelinda Casali, che ha riportato la delusione del Listone per il mancato coinvolgimento nella stesura del bilancio preventivo. Per il bene comune e a fronte di una situazione critica a livello economico, la maggioranza avrebbe dovuto cercare la collaborazione delle minoranze ed invece non lo ha fatto: questa la critica del gruppo. Aumento di tariffe, addizionale Irpef, Imu invariata: tutte scelte non concordate per il Listone. Casali non è entrata nel merito dei singoli provvedimenti, comprendendo che nessun ha la bacchetta magica per risolvere i problemi, ma ciononostante ha manifestato il rammarico del gruppo per non aver potuto collaborare alla stesura del bilancio. Perciò il Listone è stato il primo ad anticipare che non avrebbe partecipato al voto, seguito poi a ruota da Lega Nord e Casalmaggiore per la Libertà.

Da par sua, la maggioranza ha evidenziato come, anche in sede di stesura del bilancio preventivo 2013, si sia trovata una quadra, una linea comune interna alla coalizione di governo casalese. L’assessore ai Servizi Sociali Pierluigi Pasotto ha specificato come, in tema di quantità e qualità dei servizi alla persona erogati, il comune non sia arretrato di un passo, ringraziando poi tutti i soggetti e le associazioni coinvolte e plaudendo a progetti come la Rete Sociale avviati grazie alla collaborazione fra ente pubblico e terzo settore. Anche il vicesindaco Luigi Borghesi ha voluto ringraziare le organizzazioni di volontariato, prima di parlare di ospedale Oglio Po, sul quale sono stati praticati tagli lineari e bisognerà continuare a far in modo di ricevere risorse per il mantenimento di un ospedale per acuti.

Chiusi gli interventi, si è passati alla votazione, con le minoranze che hanno abbandonato l’aula. Il bilancio previsionale è stato approvato coi soli voti della maggioranza.

In chiosa al consiglio comunale, la querelle sullo streaming. Prima il Carlo Sante Gardani (Listone) ha riportato all’attenzione del consesso la richiesta del Movimento 5 Stelle rimasta inascoltata per mesi. Il sindaco Claudio Silla, ha dichiarato di essere sostanzialmente concorde sulla trasmissione in streaming, pur che non sia a carico del comune come invece richiedono i “pentastellati” (giovedì assenti in sala adunanze). Poi, oltre al pubblico e alla stampa, dall’aula sono uscite anche le minoranze come forma di protesta per la trasformazione dell’interrogazione sullo streaming in una discussione a porte chiuse.

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