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Una tana di tassi
mette in pericolo
l’argine maestro

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Nella foto, il tratto dell’argine maestro in cui si è scoperta la tana

La pulizia degli argini a volte riserva sorprese sgradite, e non può essere definita diversamente quella capitata in settimana tra Torricella del Pizzo e Motta Baluffi. Sotto l’alto strato di erbacce rimosso è emerso un cumulo di terreno morbido, che non poteva nascondere altro che la tana di qualche animale. Con ogni probabilità una famiglia di tassi, in quanto le nutrie prediligono le zone prossime a specchi d’acqua, e la presenza di parecchia terra all’ingresso allontana l’ipotesi che si tratti di volpi. La grossa buca si trova nei pressi della curva a gomito giusto a metà strada tra Torricella e Motta, precisamente nella parte bassa del piede arginale sul lato nord. Immediato è scattato l’allarme: il sindaco di Torricella Emanuel Sacchini ha informato l’Aipo (l’Agenzia Interregionale per il fiume Po), mentre il tecnico comunale Roberto Scapini ha effettuato un primo sopralluogo sul posto in attesa che un esame più approfondito verifichi la lunghezza del cunicolo. Ci sono parecchi metri per attraversare l’intero argine, e la costruzione dovrebbe essere abbastanza recente, ma è meglio non abbassare la guardia: in caso di alluvione la presenza di una grossa tana rappresenta un pericolo per la tenuta dell’argine, quindi bisogna agire in fretta. Tra l’altro sempre a Torricella da pochi giorni è stata chiusa una grossa tana presente da tempo, sulla rampa arginale in località Gerre, quindi meno pericolosa perché non attraversava l’argine maestro.

Va anche considerato che il tasso è una specie protetta, e che occorre agire rispettando alcune regole. In questo periodo ad esempio potrebbero esserci dei piccoli all’interno della tana, che viene abbandonata dagli adulti solo nelle ore notturne per la caccia. Il tasso comunque predilige le aree con folta vegetazione, quindi già la sfalciatura potrebbe farlo desistere dall’utilizzare la tana non più protetta. Per questo una frequente pulizia degli argini potrebbe bastare per allontanare questo pericolo e spingere gli animali in zone più tranquille.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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