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Coldiretti: “Chiederemo
il riconoscimento della
calamità naturale”

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Nella foto, un campo del casalasco devastato dalla grandine

Non c’è pace per l’agricoltura cremonese. Dopo una primavera caratterizzata da piogge continue, che hanno ritardato di due mesi le semine, il violentissimo nubifragio di stamattina, accompagnato da grandine e da una tromba d’aria, abbattutosi sulla bassa cremonese e sulla fascia casalasca, ha causando gravi danni alle strutture e alle coltivazioni in campo.

Secondo il monitoraggio immediatamente messo in atto dalla Coldiretti, in tutta la fascia che interessa i comuni di Gabbioneta Binanuova, Ostiano, Pessina Cremonese, Cappella de Picenardi, Ca d’Andrea, Torre de’ Picenardi, Cingia de’ Botti, Scandolara Ravara, Solarolo, Gussola, San Giovanni in Croce, Torricella del Pizzo, si registrano i rovinosi effetti del maltempo. E, con l’arrivo di altre segnalazioni, l’elenco dei territori fortemente colpiti sembra destinato ad allungarsi.

Numerose piante divelte, le colture in campo letteralmente rase al suolo (in queste zone si parla soprattutto di mais, foraggi, pomodori), danni rilevanti ai tetti delle stalle e dei capannoni. Questo un primo ‘report’ della situazione in agricoltura, secondo le segnalazioni che giungono dalla imprese agricole. Pesantemente danneggiati risultano anche alcuni impianti fotovoltaici, collocati sui tetti delle stalle.

Immediato è stato l’intervento di Coldiretti Cremona nel mettere in atto un approfondito monitoraggio della situazione e nell’allertare la Provincia di Cremona e la Prefettura, con una prima comunicazione che evidenzia la gravità dei danni riportati dall’agricoltura e che s’impegna nei prossimi giorni a far pervenire un censimento più completo ed approfondito della situazione. “E’ questo senza dubbio – sottolinea Coldiretti Cremona – il primo passo verso una richiesta di riconoscimento della calamità naturale per le zone colpite dal nubifragio”.

“Già questa primavera fredda e le piogge intense hanno ritardato fino a due mesi le semine riducendo anche del 40 per cento le previsioni di resa su mais, orzo, cereali, ortaggi e frutta – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – questa tempesta perfetta che si è abbattuta sui territori fra Brescia e Cremona ha finito il lavoro e compromesso in modo definitivo la situazione. Adesso è più che mai urgente che venga concesso lo stato di calamità. Quest’anno i danni del maltempo in Italia hanno superato il miliardo di euro. Una stagione con una congiuntura di eventi così negativa non si ricordava da anni”.

Oggi pomeriggio alle ore 14,30 presso il comune di Cappella de’ Picenardi è già fissato un summit che raccoglierà sindaci dei comuni più colpiti, Provincia, Coldiretti Cremona, rappresentanti delle Istituzioni del territorio.

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