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Ospedale Oglio Po,
intensità di cura:
ecco cosa cambia

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Al presidio Ospedaliero Oglio Po ha preso il via il nuovo modello organizzativo per “intensità di cura” che mette al centro il paziente per rispondere ai reali bisogni di salute. In tutto questo l’assistenza infermieristica gioca un ruolo determinante attraverso l’identificazione di competenze sempre più appropriate.

L’Asl della provincia di Cremona ed il comune di Casalmaggiore, per illustrare al meglio il nuovo assetto organizzativo dell’ospedale di Vicomoscano, hanno patrocinato anche la realizzazione di una brochure informativa: eccone il contenuto.

Come cambia l’ospedale Oglio Po?

L’ospedale Oglio Po non è più suddiviso per singole Unità Operative, bensì per Aree di ricovero pensate per rispondere in modo personalizzato ed appropriato ai bisogni clinici e assistenziali del paziente.

Quali le nuove aree di cura?

La progettazione del nuovo modello prevede le seguenti aree e percorsi di cura/assistenza: area chirurgica, area medica, area critica e dell’emergenza, area materno-infantile, area salute mentale e area dei servizi.

Cosa cambia per il paziente?

Il paziente viene preso in carico in modo complessivo in base al reale bisogno di salute: da un medico specialista per i problemi clinici prevalenti; da un infermiere per i problemi assistenziali.

A cambiare è l’approccio terapeutico che sarà influenzato da molti fattori, quali ad esempio: l’instabilità delle condizioni cliniche, lo stato della malattia o la presenza di più malattie.

La persona ricoverata fruisce dell’apporto di più professionisti che lo accompagneranno nelle varie fasi e livelli della cura.

Quali i vantaggi principali?

E’ il medico a spostarsi verso il paziente. L’organizzazione per intensità di cura consente inoltre un corretto ed equilibrato utilizzo delle risorse umane e l’ottimizzazione dei ricoveri.

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