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Consiglio a Viadana,
il giallo dell’sms e il numero
legale saltato

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Nella foto, il caos nel consiglio comunale di mercoledì a Viadana

Gli appassionati di gialli sanno che la soluzione sta sempre alla fine del romanzo. Così anche il “giallo” di Viadana è arrivato alla fine di un tempestoso Consiglio Comunale, mercoledi notte, quando si è appreso di un misterioso sms spedito dal vicesindaco Dario Anzola sul cellulare del capogruppo Pd Paolo Zanazzi.

Una rivelazione pubblica che Anzola non ha gradito ritenendola una pesante violazione della privacy. Il testo, con tanto di data e ora, che Zanazzi ha letto in aula dopo averlo stampato in formato A4 e mostrato pubblicamente, parlava di un accordo per il ritiro del punto all’ordine riguardante una variante al piano regolatore (la famosa variante Zanichelli), su cui poi l’assemblea si è dissolta con l’abbandono di tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza ad esclusione del sindaco, del suo vice, del presidente Oselini e di Cesarina Baracca.

Persino Rosario Villirillo, che pure fa parte della lista Penazzi ha lasciato l’aula sconfessando cosi il proprio sindaco. Successivamente c’è stato l’accanito tentativo di Zanazzi e altri di poter riprendere l’assemblea, dopo la sospensione, per affrontare i rimanenti punti all’ordine del giorno specialmente quello riguardante l’asilo nido. Ma il dubbio se si dovesse o meno ridiscutere della variante incriminata e altre esigenze e pure il fatto che il sindaco se ne era già andato a casa hanno portato il presidente del Consiglio Comunale Oselini a decidere per una nuova convocazione del consiglio entro la fine di agosto (si parla del 27).

Resta da capire se veramente Giorgio Penazzi avesse concordato con Zanazzi (e Anzola) il ritiro della variante così come  esplicitato dall’sms diffuso dal capogruppo del Pd. Se cosi fosse non si comprende come mai si sia proceduto diversamente. In  aula mercoledì sera Penazzi ha ribadito l’importanza di quel punto che costituiva un esempio di coraggioso investimento imprenditoriale e una rara occasione di sviluppo economico per Viadana in un momento di così elevata congiuntura economica.

Ma per il democratico Zanazzi vi era la necessità di una verifica da parte di tecnici esterni per attestarne la regolarità. Il dubbio, espresso ripetutamente in aula, era che la variante  di cui si chiedeva l’approvazione (per non fermare lo sviluppo economico del territorio) potesse contenere un evidente abuso edilizio di cui l’intero consiglio comunale avrebbe potuto un giorno essere chiamato a risponderne penalmente. “Io mi fido dei miei collaboratori e non accetto di assumerne altri da fuori” ha ribattuto il sindaco.

Sarebbe bastato un rinvio per  sistemare ogni cosa? L’intero gruppo del Pd (“Siamo tutte persone pensanti” ha tenuto a sottolineare Zanazzi) sostiene di sì. Anche l’sms di Anzola a Zanazzi lo faceva supporre. Ma qualcuno o qualcosa ha vanificato la supposta intesa e soprattutto suggerito, una volta per tutte, che è meglio non fidarsi troppo dei telefoni cellulari. Penazzi, venendo a mancare il numero legale, ha abbandonato l’aula molto contrariato, evitando così di far proseguire la discussione in una seduta ormai svuotata di senso e di persone.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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