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Il Gap di Rive Gauche
compie quattro anni
e conta 450 iscritti

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Nella foto, la distribuzione dei prodotti in piazza Turati

Acquisto collettivo di beni, distribuzione degli stessi a prezzi calmierati, filiera corta, solidarietà sociale e sostenibilità ambientale: in un acronimo, Gap. Compie quattro anni il Gruppo di Acquisto Popolare organizzato dal circolo Rive Gauche di Casalmaggiore.

Un’associazione di consumatori senza scopo di lucro che, due volte al mese (metà e fine mese), in Piazza Turati, durante il mercato cittadino, distribuisce agli associati generi di prima necessità a prezzi calmierati: “Abbiamo voluto dare una risposta concreta a questa pesante crisi”, spiega Gloria Barili, segretario del circolo.

“Acquistiamo i prodotti direttamente dal produttore, privilegiando produttori locali e rispettando così il principio di filiera corta e chilometri zero”.

Un’iniziativa, quella del Gap, sposata oggi da circa 450 iscritti: “Il potere di contrattazione, strettamente legato alle quantità ordinate è aumentato, per questo riusciamo ad ottenere ottimi prezzi. Inoltre abbiamo trovato in parecchi fornitori, che hanno capito e sostenuto la nostra iniziativa, una disponibilità totale. All’atto della distribuzione, nel rigoroso rispetto dello spirito del GAP, non viene applicato nessun tipo di ricarico rispetto al prezzo di acquisto”.

Cosa fare per aderire al Gruppo di Acquisto Popolare? “L’iscrizione è libera, volontaria e gratuita, basta sottoscrivere una richiesta contenente i dati anagrafici del richiedente. Quattro anni fa abbiamo iniziato con la distribuzione di pane, pasta, latte, passata di pomodoro, poi abbiamo introdotto l’olio extravergine d’oliva, riso, grana padano, torta sbrisolona, biscotti”.

La canicola estiva oggi, una primavera piovosa e un inverno rigido alle spalle: il Gap resiste al tempo e al meteo. “I nostri sforzi sono ripagati dalle risposte positive dei cittadini. Siamo convinti, come gruppo politico, che in questo particolare momento “fare politica” significhi stare tra la gente e confrontarsi quotidianamente con chi vive sulla propria pelle una crisi economica che persiste ormai da parecchi anni e sembra non debba finire a breve”.

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