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Tuffo in Po? Perché no
“Inquinamento ben
al di sotto dei minimi”

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Nella foto, il fiume Po a Casalmaggiore e nel riquadro Graziano Lanzetti

Invitare qualcuno a tuffarsi nel Po sino a poco tempo fa significava spingere la gente a non avere cura della propria salute. Adesso sembra che le cose siano cambiate e i progressi compiuti nella cura e nell’attenzione al grande fiume pare stiano dando frutti inizialmente insperati.

Almeno per quanto riguarda il tratto di competenza casalasca, le acque sono tornate limpide e trasparenti e la definizione assume un rilievo ufficiale quando ad affermarlo è un autentico esperto del Po come Graziano Lanzetti. “Sicuramente per merito dei vari enti addetti al controllo posizionati in diverse province stiamo assistendo ad una situazione positiva con un livello d’inquinamento davvero minimo e ben al di sotto dei parametri definiti per legge”: spiega Lanzetti, parlando proprio dalla sua barca, mentre è impegnato sul fiume anche per sistemare il percorso che gli atleti effettueranno a nuoto a Ferragosto dagli Amici del Po all’Eridanea.

“Diciamo che i depuratori nel milanese hanno svolto bene la loro funzione e gli scarichi inquinanti sono diminuiti. Fino a luglio abbiamo avuto acqua così trasparente e limpida che si riusciva a vedere sino ad un metro di profondità. Nella prima settimana di agosto il colore è tornato di nuovo un po’ torbido e probabilmente questo è dovuto a qualche stalla che avrà scaricato dei reflui”.

Lanzetti afferma poi che maggiore è la portata d’acqua e minore è la presenza di sostanze inquinanti perchè diluite in quantità d’acqua superiore. L’esperto del Po aggiunge che probabilmente anche la crisi ha contribuito a cambiare la situazione, vista la chiusura di molte aziende che così non scaricano più nel fiume.

“La limpidezza è talmente visibile al punto da suscitare il desiderio di tuffarsi dentro come ho fatto io e come farei anche adesso se l’aria non fosse così frizzante”. Quindi se gli esperti garantiscono l’avvenuta metamorfosi del fiume la gente potrebbe ritornare a vivere sulle sponde del Po come si faceva durante le vacanze ferragostane del dopoguerra, quando le condizioni economiche non permettevano viaggi e crociere all’estero.

Il periodo, dal punto di vista finanziario, sembra ritornato lo stesso di allora e se anche il fiume avesse fatto un considerevole salto indietro nel tempo, non solo ambientalisti e naturalisti ne ricaverebbero soddisfazione, ma anche le famiglie con i pargoli al seguito.

Trasformando un periodo difficile in una grande estate per tuffarsi nelle acque limpide del grande fiume riscoperto sotto casa.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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