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Toscani lancia le primarie
civiche per il Pd casalese
Silla vuole ricandidarsi

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Il Partito Democratico di Casalmaggiore come il Partito Democratico nazionale? Sì, il paragone può reggere. Delle frizioni tra l’anima bersaniana (nonostante un cambio di prospettive in corsa) incarnata dall’attuale sindaco Claudio Silla e l’anima renziana di Luciano Toscani, ex primo cittadino di Casalmaggiore, già si è scritto e detto molto.

Ma la novità, emersa martedì sera dalla riunione interna al Pd di Casalmaggiore, è che questo diverso modo di vedere le cose, e forse anche di interpretare la politica, potrebbe sfociare in una novità molto importante in vista delle elezioni comunali del 2014: l’ago della bilancia è sempre quello, il ballottaggio. Per vincere servirà più del 50%, questa volta (la prima nella storia politica casalese), e dunque il Pd sa che con ogni probabilità occorrerà una strategia diversa rispetto al 2009. Claudio Silla ha detto chiaro e tondo che intende ricandidarsi, ma onestamente questa non è una novità, anche perché l’attuale primo cittadino in più di una circostanza aveva fatto presente l’intenzione di proseguire l’avventura anche al termine del mandato, testando la fiducia degli elettori nel suo operato.

La vera “bomba”, allora, è l’idea lanciata da Luciano Toscani: se occorrono più voti, occorre allargare l’elettorato, quindi occorre cercare appoggio anche in qualche forza politica che attualmente non fa parte del Pd ufficiale (tradotto, non ha la tessera). Questa apertura, necessaria probabilmente per vincere (o per avere più chance di farlo) imporrebbe però, democraticamente, che prima delle elezioni fosse scelto il candidato sindaco. Come? Con il sistema che il Pd ha di fatto inventato, ossia le primarie.

Primarie comunali, dunque. Anzi, primarie civiche, per utilizzare il gergo ufficiale. Eccola la novità. Edoardo Borghesi, segretario del Pd di Casalmaggiore, conferma che proprio di questo si è parlato: “E’ stato un incontro conoscitivo” spiega “ossia una prima tappa nel cammino verso le amministrative 2014. Non sono state prese decisioni, ma si è cercato di capire cosa l’amministrazione attuale abbia fatto e cosa no e si è cercato di capire i problemi della gente: vogliamo partire con una serie di percorsi conoscitivi della società civile e delle altre forze politiche, per comprendere se ci siano margini di allargamento”.

I nomi, quelli che interessano alla gente, devono però attendere. “Sentiremo” spiega Borghesi “anche la posizione del Pd di Cremona, se non altro per avere un punto di vista esterno”. Insomma, non è detto quale delle due posizioni contrastanti prevarrà. Intanto il messaggio di Fabrizio Aroldi, segretario provinciale Pd per l’area casalasca presente alla riunione, è un invito a sanare i contrasti: “Ognuno ha i suoi punti di vista, sempre per provare a dare il migliore contributo. Anche io, a livello locale, sono per cercare di amministrare riuscendo a guardare oltre la logica del semplice partito, senza personalismi insomma. Ci sta qualche battibecco e qualche scambio di vedute, così come ci stanno le beghe interne a un partito, ma serve che tutti abbiano ben presente il bisogno del cittadino. Comunque è stato importante ragionarne sin da ora, per avere tempo di maturare una soluzione nel tempo”.

Le amministrative sono ormai lanciate: e anche il Pd di Casalmaggiore dovrà a breve decidere cosa fare da grande.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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